Nations League Il flop dell'Italia dei giovani contro la Germania

Perdere contro la Germania ci sta, così come ci sta di essere surclassati da una formazione a cui l’Italia attuale rende un paio di categorie; dopo di ché bisogna avere la capacità di comprendere che cambiare radicalmente ed inserire tanti giovani comporta dei rischi, anche quello di fare pessime figure, ma se mai si inizia ….

Fino a ieri, dopo due pareggi contro la stessa Germania e l’Inghilterra ed aver battuto la non certo quotata Ungheria (che ha disputato l’ultimo Mondiale nel 1986, giusto per capire la forza), pareva che il Mancio avesse usato il coraggio e la sagacia per un ricambio necessario quanto bere e mangiare.
Oggi invece si parla di “vergogna”, di Italia surclassata, come se fossero diventati tutti imbecilli quelli in campo e tutti “professori” quelli seduti davanti al computer, segno evidente che i primi a non avere equilibrio, e non solo nei giudizi, sono proprio i media, che oggi spingono per una cosa e domani, quando si incontrano logiche difficoltà, sconfessano tutto.

La verità è che non abbiamo campioni, neppure in prospettiva, ma discreti giocatori che possono crescere, formare un buon gruppo, riuscendo in futuro a darci anche buone soddisfazioni; vincere l’Europeo è stato un boomerang, perché non si è rimasti con i piedi per terra, valutando che, al di là di un discreto gioco, si era ottenuto ben più di quanto atteso e, probabilmente, meritato.

Il problema è che si è ritenuto di poter continuare sulla falsariga di quella vittoria, dando per scontate troppe cose e dimenticando che alcuni componenti erano al canto del cigno, altri alla “frutta” per qualità non eccelsa ed altri ancora privi dell’esperienza necessaria per supportare momento e compagni.
Purtroppo in Italia si passa troppo facilmente dalle stelle alle stalle e viceversa, dato che l’equilibrio non rientra tra le nostre doti pecuniarie, e nel calcio tutto viene amplificato; così eleviamo a fenomeni ragazzi che non hanno nessuna esperienza internazionale, oltre a non giocare tra le prime otto/nove della classifica, forti delle sparate ultra milionarie quando finiscono sul mercato ….

Personalmente continuo a ritenere che perdere, anche male, contro la Germania ci stia ed eventualmente potrebbe anche essere una debacle utile, se ci sarà la capacità di un’analisi seria, cosa che compete al CT ed al suo staff, non certo a noi giornalisti, che guardiamo solo quello che ci fa comodo, spesso così di parte da vedere solo i difetti e le colpe di alcuni.

Buoni giocatori ce ne sono, fenomeni nessuno, compreso il portiere, che è giovanissimo, ma che fa gli stessi errori di quando ha esordito, segno che o si allena (e lo allenano) male, oppure è troppo presuntuoso per ritenere di avere dei limiti e lavorare su quelli; se poi si altera se gli fanno delle domande “scomode” e delle critiche …. probabilmente resterà sempre più bravo sui giornali che in campo.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Getty Image

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