Dopo i gruppi di minori dediti al bullismo a Siena e le rapine ai raider di Napoli, fatti gravi come le maxi risse in strada di Varese e Parma fanno emergere con gravità i nuovi mali del secolo. Le risse che hanno coinvolto diverse decine di adolescenti e giovani per diversi minuti, mentre altri riprendevano con i telefonini, sono il termometro del disagio che in questa fase storica deriva dalle inevitabili misure restrittive create dal Covid.

Oltre nove mesi di chiusure e limitazioni ha provocato, soprattutto tra i più giovani, insofferenza e generano episodi come questi. Solitudine e blocco emotivo sono tra gli effetti collaterali che hanno colpito principalmente i giovani durante la pandemia, catturando l’attenzione di psicologi e ricercatori scientifici. L’isolamento, in particolare, incide sul fenomeno della devianza minorile che comprende tutte quelle condotte contrarie a regole sociali e morali comunemente condivise.

Fenomeni da tenere sotto costante controllo nella consapevolezza di quanto le nuove generazioni rappresentino una risorsa preziosa, anche in vista di una ripresa della società post Covid. Durante il lockdown si è registrato un aumento dei reati con la presenza di minori che si attesta attorno al 4%. Da un punto di vista geografico le regioni in cui si è riscontrato il maggior numero di segnalazioni sono: Lombardia, Sicilia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Lazio. I delitti con il maggior numero di minori presenti sono: accesso abusivo a sistemi telematici; frode informatica; istigazione o aiuto al suicidio; detenzione di materiale pornografico; pornografia minorile e omicidio doloso; maltrattamenti contro familiari e conviventi; resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale.

Di questi tempi, quindi, molte delle forme di devianza minorile si diffondono attraverso il ricorso frequente al mondo del web e dei social media, dove è possibile entrare in contatto con account e profili che trasmettono messaggi ispirati all’illegalità, ma anche attraverso “giochi” violenti, di particolare tendenza. Oggi è più che mai necessaria la presenza costante dei genitori e degli insegnanti nelle scuole e/o nello sport – nonostante il distanziamento sociale – perché prestino la massima attenzione alle variazioni di umore o ai cambiamenti fisici dei ragazzi, li ascoltino, li rassicurino e instaurino con loro un rapporto di fiducia. Fornire suggerimenti e consigli utili per i ragazzi, tra i quali la condivisione del disagio dovuto all’isolamento e la responsabilità nei comportamenti in rete e sui social network.

È importante guidare la gioventù di oggi in un percorso di legalità che deve essere condotto da più protagonisti, istituzionali e non, uniti in un vero e proprio network secondo una “logica dell’interdipendenza”. 

Il vice Direttore Ugo Vandelli – Foto Imagoeconomica
In alto: Il ministro degli Interni Luciana Lamorgese

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