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IL LAGO D’ORTA AFFASCINANTE

Situato ad ovest del Lago Maggiore tra le province di Novara e Verbania Cusio Ossola, il Lago d’Orta, originariamente denominato Lago di Cusio, è una piccola e poco frequentata località turistica piemontese, affascinante per il romanticismo di cui è intrisa, e che affascina non solo i turisti, ma anche i locali abitanti che ne parlano sempre con occhi lucidi pieni d’orgoglio e amore. Borghi suggestivi, riserve naturali, piccole spiagge, antiche basiliche, balconi panoramici, negozi caratteristici a conduzione familiare e trattorie sono pronte ad accoglierci per rendere la nostra permanenza al Lago un’esperienza indelebile.

La nostra visita inizia da Orta San Giulio che ci accoglie coi suoi palazzi, gli eleganti portici, le ville, le taverne, le botteghe locali e la Chiesa di Santa Maria Assunta coi suoi numerosi affreschi. Orta è dominata alle sue spalle dal suo Sacro Monte, dedicato a San Francesco d’Assisi la cui vita è dipinta nelle venti cappelle affrescate da Morazzone. Da Piazza Motta, il cuore di Orta S.G., prendiamo il traghetto che ci porta all’Isola di San Giulio, la perla del Lago, un’oasi di pace piena di dimore antiche, cortili e scorci incantevoli sul Lago dov’è possibile visitare l’Abbazia delle Monache di Clausura e la Basilica di San Giulio, raggiungibili salendo l’imponente scalinata oppure percorrendo, in un’atmosfera che conduce inevitabilmente all’intima spiritualità, l’unica strada accessibile denominata “la via del percorso e della meditazione”.
La vista da ogni punto dell’isola è eccezionale, ma particolarmente suggestivo è il riflesso sulle acque della Basilica che, affacciandosi sul lago, sembra chiedergli: “Sei fiero di me?”.

Per godere di un panorama mozzafiato su tutto il Lago, dopo una visita a Pella, saliamo sul trenino che ci porta al Santuario della Madonna del Sasso, detto anche “il balcone di Cusio”, situato a circa 700 metri di altezza su un roccione a strapiombo sul lago.

Il nostro tour del Lago d’Orta conclude con la visita ad Omegna, graziosa cittadina a nord del lago da cui nasce la Nigoglia, unico emissario del Lago, le cui acque curiosamente sono dirette verso nord. La passeggiata lungo il fiume ci porta al Parco della Fantasia, dedicato a Gianni Rodari che qui visse i primi anni della sua vita, e di cui proprio il 23 ottobre di quest’anno si celebra il centenario dalla nascita. Scrittore, pedagogista, poeta e giornalista, è stato uno dei maggiori artisti della letteratura italiana moderna. E allora, essendo ormai imminente l’apertura di questo nuovo anno scolastico dall’eredità pesante e dal futuro incerto, voglio dedicare agli studenti, ai docenti, e a tutto il personale impegnato a garantire l’istruzione, una delle frasi secondo me più autentiche del Maestro Rodari, che oggi, costretti a regole ferree che spesso limitano la libertà individuale, hanno un Senso assolutamente nuovo: “Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”.

A cura di Sara Patron – Foto Redazione

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