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Dopo un anno l’Italia è ancora divisa in zone colorate, mentre a oggi il nostro Paese è a rischio chiusura totale.
Tra assembramenti, mascherine, tamponi, vaccini, cybercriminali e disinformazione, senza dimenticare il normale servizio d’Istituto contro la micro e macro criminalità, vediamo come si sono dovute “riorganizzare” le Forze dell’Ordine.

L’attività principale è quella svolta dai suoi analisti, che hanno monitorato, costantemente, l’impatto della pandemia sulle attività criminali tracciando così gli sviluppi dei trend delittuosi.

L’attività degli analisti è stata integrata dai dati e dalle informazioni giornaliere trasmesse dagli investigatori e operatori addetti alla sicurezza che rendono così possibile la produzione di report, dai quali sono emerse le seguenti minacce.
In questo delicato momento i criminali si sono concentrati in particolare sui beni utilizzati per proteggersi dal contagio.

L’equipaggiamento medico (in particolare mascherine per il viso, kit per test Coronavirus, guanti in lattice monouso, ecc.), i disinfettanti e i prodotti farmaceutici (antivirali, farmaci per l’artrite e la malaria, rimedi erboristici, ecc.).
Un modus operandi più complicato vede i criminali assumere la falsa identità d’imprese e offrire alle vittime prodotti legati alla pandemia, per poi sparire nel nulla una volta ricevuto il pagamento.

Tra i truffati non solo soggetti privati ma anche autorità sanitarie di Stati membri.
Si sospetta che la maggior parte dei prodotti farmaceutici contraffatti e dei principi attivi venduti nell’Ue provenga dalla Cina e dall’India. I contraffattori che distribuiscono nell’Ue prodotti provenienti dall’Asia utilizzano delle complesse catene di distribuzione facendoli transitare per diversi Stati prima di farli giungere a destinazione così da renderne difficilmente tracciabile l’origine.

Questi tipi di prodotti sono generalmente trasportati utilizzando container marittimi e pacchi spediti per via aerea o ferrovia che tendono a non superare i 15-20 kg l’uno. Una parte della produzione avviene anche in Europa.
Laboratori sono stati scoperti nella Repubblica Ceca, Francia, Grecia, Italia, Polonia e Spagna.
I cyber criminali sono stati tra i primi ad adattarsi capitalizzando ansie e paure dei cittadini.

Sono state lanciate nuove campagne di phishing e ransomware e si prevede che il loro numero continuerà ad aumentare. Il ransomware è considerato da anni una minaccia particolarmente grave ed è un fenomeno per mezzo del quale i criminali, dopo aver ottenuto l’accesso a un dispositivo, ne criptano i file in esso contenuti rendendone impossibile l’utilizzo al legittimo possessore se non pagando un riscatto.

Nell’ultimo anno i criminali hanno concentrato i loro attacchi su aziende ed enti poiché è più facile che cedano al ricatto visto l’elevato valore dei dati resi inutilizzabili. Gli ospedali ne sono un esempio, poiché i tempi d’inattività dovuti all’inutilizzabilità dei documenti informatici potrebbero portare anche alla perdita di vite umane. Per accedere al dispositivo della vittima i criminali utilizzano tecniche d’ingegneria sociale e attacchi di phishing.

La disinformazione e le false informazioni sul Covid-19 continua a proliferare in tutto il mondo.
Molti Stati membri hanno segnalato situazioni di criticità generate dalla diffusione di campagne di disinformazione che possono essere accompagnate da attacchi informatici e interruzione di servizi essenziali, facendo così diminuire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Gli utenti diventano più vulnerabili e ricettivi verso le false informazioni proprio per l’eccessiva disponibilità di notizie e la percepita mancanza di fonti affidabili, rafforzando così nozioni e credenze preconcette.

Alcune istituzioni raccolgono le notizie false sul Covid-19, per pubblicarle poi sul proprio sito e smentirle.
L’Organizzazione mondiale della sanità, ad esempio, elenca una serie di fake news sul Covid-19 sul suo sito web che è regolarmente aggiornato.

La diffusione della disinformazione può provenire da una varietà di attori: organizzazioni criminali e statali (o soggetti sostenuti da Stati) che cercano di sfruttare la situazione di crisi per ottenere vantaggi economici o geopolitici.

Il vice Direttore Ugo Vandelli – Foto Imagoeconomica

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