Ma si può giocare al pallone in contemporanea con Sanremo? Fortuna (sic!!!) che gli stadi sono chiusi ed a casa si possono affiancare due televisioni per seguire in contemporanea partite e canzoni, anche se sarà una bella sfida relativamente a quale delle due togliere l’audio ….

C’è inoltre la novità degli arbitri che parlano, ma se Orsato ammette un errore di tre anni fa ecco che si scatenano le polemiche, cosa che fa immediatamente pensare che è meglio le ex giacchette nere stiano zitte, sempre!
La venticinquesima doveva iniziare con Lazio-Torino, che da una settimana, causa Covid con variante inglese, si sapeva non si sarebbe giocata per l’intervento dell’Asl; il resto lo lascio al “tutto” già detto e scritto, preferendo, per una volta, stare zitto!

A sera, questa volta a Torino, incontro tra Juventus e Spezia, con Pirlo che, a corto di idee, avrebbe voluto anche lui il rinvio, dato che gli mancano diversi giocatori, ma non potendosi appellare al Covid, ha chiesto si attendesse la guarigione di Dybala, disputando l’incontro più avanti, magari a ottobre/novembre, tanto se ne sarebbe accorto qualcuno?

Alla fine è comunque un 3-0 juventino, punteggio che non rispecchia del tutto l’andamento della gara, con la Juve che ci mette 64 minuti per segnare (e quasi altrettanto per decidere se era fuorigioco o no), dopo un primo tempo ….; poi entra Morata (e lo Spezia prende i soliti gol che manco all’oratorio) ed è discesa, anche se la domanda è sempre la stessa: se Pirlo ha azzeccato i cambi, vuol dire che ha sbagliato la formazione iniziale?

Il mercoledì sono Sassuolo e Napoli ad aprirlo, con una partita dove si alternano giocate di alta classe a strafalcioni inguardabili; i neroverdi sono i soliti: da 10 avanti e da 2 dietro, mentre il Napoli getta via la vittoria in maniera a dir poco sconsiderata, specie per una formazione che mira alla Champions.

Coppa dalle grandi orecchie della prossima stagione, cui mira anche l’Atalanta (ancora in gioco in quella di quest’anno) che, a differenza dei partenopei, non sbaglia un colpo e ben lo sa il povero Crotone del neo arrivato Serse Cosmi; i bergamaschi infieriscono, ma se il Crotone vuole salvarsi deve decisamente fare un miracolo.

Valeva davvero la pena cambiare l’allenatore in Calabria? E per cosa? Per ascoltare le dichiarazioni (parecchio presuntuose) dell’ex mister del Perugia dei bei tempi? Se davvero Cosmi è portatore del carattere che asserisce mancare ai suoi, è meglio si sbrighi, perché per arrivare a quota 40 occorre vinca tutte le partite restanti, ma se ci crede lui ….

Chi è meglio si svegli e lo faccia in fretta è il Benevento, che ne prende tre dal Verona, e gli va pure bene che gli scaligeri non sono gran che in vena quanto a precisione, perché poteva finire ben peggio per la formazione di Inzaghi; la prossima giornata ci sarà uno scontro salvezza importantissimo contro lo Spezia e perdere potrebbe voler dire ritrovarsi nei guai fino al collo.

Il Verona invece continua la sua stagione strepitosa e l’Europa non è poi così lontana, specie se davanti non riprenderanno a correre.

Chi a correre ci ha preso gusto è il Cagliari che, da quando mister Semplici si è seduto in panca, ha fatto due su due, recuperando sei punti a chi gli stava davanti e riassaporando la possibilità di salvarsi; vero che Crotone e Bologna non sono stati ostacoli impossibili, ma recuperare l’autostima è stato importante e, forse, mandare via prima Di Fra non sarebbe stato per nulla sbagliato.

Il Bologna invece deve aver mandato sull’isola i cugini di quelli che pochi giorni prima avevano messo sotto di brutto la Lazio, troppa la differenza tra la squadra vista in campo nelle due partite e davvero si può dare la colpa ai pochi giorni tra una e l’altra gara?

Anche a Firenze c’è chi non se la passa gran che bene, ed è la Viola che si fa fregare nel finale da una Roma che in questo modo mantiene la strada per la Champions; la formazione di Prandelli non ha ancora raggiunto quella continuità che ci si aspetterebbe da un gruppo tecnicamente superiore a compagini che hanno gli stessi punti, e per salvarsi in anticipo occorrerà cambiare decisamente passo, a cominciare dal prossimo appuntamento, in casa contro il Parma.

Finisce pari e patta il derby della Lanterna, con il Genoa che va in vantaggio, ma si fa riprendere da una Doria che non vuole perdere ulteriore terreno, preda anch’essa di una discontinuità non ancora pericolosa, anche grazie alle avversarie messe peggio, ma da non sottovalutare, specie considerando che il finale di stagione può riservare ancora parecchie sorprese.
I rossoblu, dal canto loro, sono in frenata rispetto all’arrivo di Ballardini, e saranno importanti i prossimi scontri a Roma contro i giallorossi ed in casa con l’Udinese, per capire se nella lotta salvezza ci saranno anche loro o meno.

Lotta salvezza che pare allargarsi non solo alle ultime quattro, ma pure a chi è oggi a venticinque punti e chissà se non ci entrerà anche qualche altra contendente.

A chiudere la giornata ecco il pareggio tra Milan ed Udinese, che finisce dopo sette minuti di recupero durante i quali i friulani si “suicidano”, sportivamente parlando, regalando un clamoroso rigore proprio quando la partita era agli ultimi secondi, permettendo così ad un brutto Milan di impattare il risultato.

Anche per il Milan si può parlare di formazione dei “parenti poveri” rispetto a quella che ha sbancato la Roma giallorossa tre giorni prima, ma se capita ai rossoneri di sbagliare vengono fuori le assenze, il giocare troppo spesso e tante altre (legittime per carità) giustificazioni, ad altri non permesse o non considerate, mentre intanto Juve ed Atalanta, e non solo, si fanno sotto.

La chiusura del turno è in quel di Parma, dove arriva un’Inter che vuole approfittare dello stop parziale dei cugini; i ragazzi di Conte faticano più del previsto, come spesso succede in questi casi, ma alla fine si portano a casa i tre punti, allungando a +6 il vantaggio sul Milan.

A tredici giornate dalla fine nulla è ancora deciso, davanti come in coda, e Covid e sue varianti permettendo, se ne vedranno ancora delle belle.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Imagoeconomica

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