Ho già affrontato il periodo delle Big Band in un precedente articolo, ma oggi vorrei parlare di un trombonista di nome Glenn Miller non a mio giudizio ricordato nella storia del Jazz dai vari autori che hanno scritto sul genere musicale.

Questo artista trombonista si chiama Glenn Miller, la sua morte rimase un mistero, Miller scomparve improvvisamente un giorno, era il 15 dicembre del 1944, mentre sorvolava la Manica a bordo di un aereo militare per raggiungere Parigi, dove la sua orchestra avrebbe dovuto suonare per i soldati che avevano da poco liberato la Capitale francese.

Il suo corpo non fu mai recuperato, e fu dichiarato disperso di guerra, nell’aprile del 1992 gli fu dedicata una lapide nel Cimitero Nazionale di Arlington negli Stati Uniti, su richiesta di Jenny Dee Miller, figlia del celebre scrittore americano, nel settore ‘Memorials Section H, site 464 – A’. A causa della sua sparizione del corpo e delle reticenze dell’esercito e dell’aviazione statunitense, ci sono molte ipotesi sulla sua morte. Una delle credibili sembra essere quella che Miller sia rimasto vittima in volo del fuoco amico britannico, durante un’incursione aerea contro i tedeschi, ma tante altre sono le supposizioni sulla sua morte.

Stephen Miller, figlio di Glenn, ha fatto condurre un’indagine completa per trovare la verità.
L’indagine, durata sei anni e diventata un libro dal titolo: “Glenn Miller Declassifield“, il libro è uscito nelle Librerie nell’anno 2017, il libro è stato curato per la sua realizzazione da Dennis M. Spragg, consulente del ‘Glenn Miller, Archives’ e ‘dell’American Music Reserch Center’, dell’Università del Colorado a Borelder.
Gia le Big Band che negli anni, Venti, Trenta, Quaranta dominavano il panorama musicale e facevano ballare la gente, negli Stati Uniti.

L’ascesa delle Big Band fu un successo veramente sorprendente per le persone di quell’epoca, c’e da dire anche che i musicisti e i band leader aiutarono la gente americana a sopravvivere alla Seconda Guerra Mondiale, portando anche la serenità tra lo popolazione colpita, c’è anche il fatto che molte truppe militari erano anche in europa a combattere, chiamati gli Alleati.

“[…] All’inzio degli anni Trenta la crisi continuava a farsi sentire, le vendite dei dischi diminuivano, come le occasioni di lavoro per i gruppi Jazz, e in particolare, data la situazione, per le orchestre più numerose.
A New York sopravvivevano quelle di Duke Ellington e Colloway, anche perché oramai suonavano abitualmente per il pubblico dei bianchi benestanti che frequentavano il Cotton Club, e inoltre godevano dell’appoggio della criminalità organizzata, pronta a sostenerle per le tournée, le registrazioni e le trasmissioni radiofoniche.

Analogamente, Louis Armstrong era impegnato in lunghi tour di singole serate, conditi con ingaggi settimanali nei principali teatri rimasti aperti e una modica attività in sala di incisione.

Cloude Hopkins, Chick Webb una manciata di altre Big Band avevano lo stipendio sicuro assicurato alla Savoy Ballroom. Era uno dei locali più accreditati per il dime – a – dance, in cui i clienti (maschi) compravano un carnet di dieci biglietti al costo di un dollaro, staccandone uno da dieci centesimi avevano il privilegio di fare quattro salti in pista con una delle ballerine fisse che accompagnano l’uno o l’altra delle due orchestre del locale […]”.
“[…] Molti musicisti nella Chicago degli anni Venti lavoravano perfino Goodman (nato nel 1909) si fece una reputazione come giovane prodigio. Il correntista Jimmy McPartland, membro della Austin Hight School Gang, lo sentì per la prima volta che era ancora un ragazzino al clarinetto […]”.

Ricorda Alyn Shipton “[…] Di tredici anni al massimo “Ma rimasi esterrefatto dalla sua tecnica formidabile […]”.
(Il testo virgolettato è tratto dal libro dal titolo Nuova storia del Jazz, titolo originale A new history of jazz, autore Alyn Shipton a cura di Vincenzo Martorella, 2007 Alyn Shipton, 2011 Giulio Einaudi Editore s.p.a. Torino).

In questo periodo furono molte le orchestre che suonavano, che avevano dei leader di tutto rispetto, oltre a Goodman, vi furono Duke Ellington, Artie Show, Count Basie, Flacer Henderson.
Tra questi grandi musicisti bisogna annoverare un altro artista, che ha fatto ballare con i suoi brani, In the Mood, a Moonlight Serenade, a Chattanooga Choo Choo, Pennsylvenia 6-5000, American Petrol, le giovani generazione durante la guerra.

Glenn Miller, trombonista, direttore d’orchestra e compositore aveva una spiccata musicalità e la sua band era attorniata da bravi musicisti, che con la loro espressiva bravura, eseguivano i brani con deciso brio facendo divertire le persone, i giovani, mentre ballavano i suoi brani, composti da lui, Glenn Miller.

Nato a Clerinda il 1marzo del 1904, tra i più noti dell’epoca Swing e autore di brani celeberrimi come Moonlight Serenade del 1939. Tre premi Grammy Hall of Fame, nel 1983, 1991, 1996, sono stati assegnati a due incisioni.
I suoi arrangiamenti portarono alla celebrità anche brani di altri compositori, come in The Mood, scritto dall’autore Joe Garland.

Glenn Miller studiò alla Colorado State University, successivamente si unì all’orchestra di Ben Pollack lavorando anche come arrangiatore.
Negli anni Trenta giunse a New York lavorando come Free Lance sia in spettacoli dal vivo che negli studi di registrazione.
Dopo aver collaborato, tra gli altri, con Red Nichols, con i fratelli Jimmy Dorsey e con Ray Noble, nel 1937 formò la sua prima band, cercando di mettere a fuoco le sue intuizioni musicali e di sfruttare l’intensità del timbro del suo strumento il trombone, che si elevava sui quattro sassofoni creando un suono altamente riconoscibile. Nel 1938 costituì un secondo organico orchestrale, la Glenn Miller Orchestra, che cominciò ad ottenere grande successo di pubblico quando siglò un contratto fisso al Glen Island Casinò fu ingaggiato in alcuni spettacoli radiofonici.

Alla fine degli anni Trenta Glenn Miller incise i suoi primi dischi di successo e all’inizio degli anni Quaranta assunse la sua formazione classica, con musicisti di ottima levatura tecnica come, Ray Anthony, Billy May, Bobby Hackett e Ray Eberle, in questo periodo fu l’orchestra più popolare negli Stati Uniti.

Raggiunse persino le prime posizioni nelle classifiche Bilboard Hot 100 con brani, The Song of the Volga Boatman, Chattanooga Choo Choo ed Elmer’sTune con Ray Eberle ed i Modernaires, con A String of Pearls per due settimane, Moonlight Cocktail, con Ray Eberle e i Modernaires per dieci settimane e I’ve Got a Gal a Gal in Kalamazzo, con Tex Beneke, Marion Hutton ed i Modernaires, brano tratto dal film, Voglio essere più amata del 1943 e sempre nello stesso anno, il brano, That Old Black Magic.

Durante la Seconda Guerra Mondiale Glen Miller, dopo essere stato non idoneo nella marina, si arruolò come volontario nell’esercito americano, per dare il suo contributo alla guerra, che il suo paese stava combattendo. Con il grado di capitano e in seguito maggiore, e dopo qualche mese fu assegnato all’aviazione degli Stati Uniti, all’epoca il US Army Air Corps, e messo a capo di un’orchestra militare, la Army Air Force Band, che successivamente aveva assunto il nome di Airmen of Notes, il 9 luglio del 1944 fu assegnato all’intrattenimento delle truppe in Inghilterra.

Il primo disco d’oro arrivò il 10 febbraio del 1942, Glenn Miller lo ricevette per la sua incisione del brano, Chattanooga Choo Choo, che aveva venduto oltre milione di copie in appena tre mesi.
Per celebrare questo successo del suo artista, la casa discografica RCA Victor Records, si inventò la trovata pubblicitaria di dipingere d’oro una copia del disco e gliela consegnò a sorpresa durante una trasmissione radiofonica in diretta.

Lo stile del trombonista Glenn Miller si identifica per l’uso di formazioni orchestrali molto numerose, con corpose sezioni fiati, melodie estremamente orecchiabili, quasi un easy listering: definito come musica d’atmosfera o Mod Music, è un format radiofonico nonché un genere musicale principalmente strumentale, emerso negli anni Cinquanta come evoluzione della musica delle grandi orchestre, che ebbe il suo apice di popolarità tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta.

Alla ricerca di un nuovo sound, Miller modificò l’organico delle sezioni fiati con un maggiore uso delle sezioni di strumenti ad ancia e degli ottoni con la sordina. Ne risultò un suono vellutato e meno aggressivo, adatto anche ad un meno difficile all’ascolto della Musica Jazz.

A differenza di altri grandi autori del periodo che componevano per le loro Big Band, i pianisti Count Basie e Duke Ellington, Miller usava comporre con un’influenza Blues molto minore e diviene così marginale l’improvvisazione che ha la caratteristica di divenire più libera, sostituita da una partitura più completa anche delle variazioni sul tema e degli assolo.
La disciplina del trombonista nelle varie sezioni di lavoro era proverbiale e per questa ragione i virtuosi raramente rimanevano a lungo nella formazione, preferendo passare ad altre situazioni che lasciassero maggior spazio creativo.
Ritmicamente la composizione di Miller si avvaleva di uno swing fortemente condensato e con pochissime scomposizioni o cambi di ritmo repentini, anche perché non siamo ancora in epoca Bebop, sinuose ballad o ritmi più ballabili rifacendosi al Boogie Woogie. In qualche passaggio possiamo addirittura ascoltare i prodromi del futuro Rock & Roll e dello Shuffle, nel brano Chattanooga Choo Choo.

La Glenn Miller Orchestra proseguì la sua attività dopo la guerra, sotto la direzione di altri musicisti tra cui, Tex Beneke, Ray Anthony e Buddy De Franco.
La musica di Glenn Miller è stata anche usata in molti film e telefilm come Lost e pertanto è rimasta famigliare anche alle generazioni successive.

Nel 1976 l’album Seine 20 Grossteen Hits inciso per la label Arcade Records, arriva in terza posizione in Austria ed in quinta in Germania Ovest, nel 1995, The Lost Recording, arriva il quarta posizione sempre in Austria e nel 2004 Glenn Miller S 100 The Birthday, arriva in sesta posizione in Austria.

Nel 1989 il gruppo inglese del Jive Bunny and the Master Mixers, in un brano di musica leggera dal titolo Swing the Mood, campionato fra le varie canzoni, il celebre brano In the Mood di Miller, in una sorta di collage musicale.

In onore del musicista e direttore d’orchestra Glenn Miller, l’11 settembre del 1996, gli Stati Uniti emisero un francobollo commemorativo da 32 centesimi. Il francobollo faceva parte di una serie dedicata ai grandi direttori di Big Band, che comprendevano anche Count Basie, i due fratelli Tommy e Jimmy Dorsey e Benny Goodman. L’artista morì il 15 dicembre del 1944 sullo stretto della Manica mentre sorvolava il canale e misteriosamente di lui non si seppe più nulla.

A cura di Alessandro Poletti – Foto Getty Image

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