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ITALIA ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

GOVERNO ITALIA O MEGLIO ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

Mentre si registra in Veneto il primo decesso da coronavirus, Toni Capuozzo attacca il governo sulla gestione da emergenza mondiale per coronavirus.
Perchè la questione, è anche politica. Inutile negarlo.
E’ una classe politica modesta, che si tratti di Europa o di Libia, di tasse o di istruzione, di ricerca, di lavoro affidabile per i giovani o di reddito di cittadinanza. Insomma in Italia recita una canzone: vorremmo trovare un senso a questa vita… ma domani è un altro giorno e arriverà…. la speranza è questa ma a quanto pare non basa mai il tempo per modificare certe regole, certe politiche…
Sul coronavirus però hanno dato il peggio di se’, pensando che la correttezza politica (visita scuole multietniche, ristoranti cinesi ecc….) fosse la cosa più importante, che il nemico fosse il razzismo, scrive in un durissimo post pubblicato sul suo profilo Facebook.
Ora ci stiamo accorgendo, ora che i numeri dei contagiati crescono e cresceranno ancora in Lombardia e Veneto e non solo, che non è un problema di razzismo, ma un serio problema globale.
Sordi agli appelli di Burioni, tante Alici (per non citare le sardine già cotte) nel paese delle meraviglie, convinti che la loro solo esibita bontà’ salverà il mondo.

Come se ne fottono di chi dorme all’aperto, o raccoglie pomodori da schiavo, una volta esaurita l’accoglienza, così se sono fregati delle reali possibilità del contagio.
Il razzismo certo è un male da tenere a bada, l’allarmismo un pericolo, certo. Le malattie, anche.
Con 17 casi in 24 ore, 20 in totale con i tre di Roma, l’Italia diventa nello spazio di una giornata il paese europeo con più casi di coronavirus.

Il premier Giuseppe Conte invita ad evitare panico e allarmismo “Abbiamo adottato una linea di massima precauzione e prudenza”.
Già, frase di maniera, parole istituzionali, che dicono tutto e niente!
Già sentite, grazie, e non solo per il coronavirus.
Caro Presidente del Consiglio, vogliamo di più per noi, per i nostri figli e le nuove generazioni sempre più in preda a problemi depressivi per un Paese che non è in grado attraverso le manovre parlamentari di crescere, di divenire moderno, di avere alla base la didattica, la cultura, e quel lavoro che si è voluto canalizzare solo attraverso il potere della larga distribuzione (che conta), ma che dal dopo guerra solo il tessuto sociale degli artigiani, delle botteghe, dei commercianti ha saputo dare vero sviluppo nazionale.

Soprattutto vorremmo serietà, di bugie ne abbiamo tutti le “palle” piene.

E’ di pochi minuti fa l’informazione che il focolaio di coronavirus SARS-CoV-2 in Italia, dopo i contagi ieri in Lombardia e in Veneto col primo decesso di un uomo di 77 anni nel Padovano è destinato ad allargarsi.

Scuole chiuse in Lombardia ed Emilia Romagna per ora, ma ci rendiamo conto che gli effetti della “incompetenza” a tutti i livelli, che sta dilagando in Italia, di fronte a un problema concreto come questo, può trasformarsi in un boomerang letale?
Già, “l’immobilismo mentale” di questo governo, sta tragicamente fermando l’Italia a 360 e il pericolo delle clavi non è lontano, se non ci sarà un veloce cambiamento di rotta.

A cura di Sandra Vezzani editorialista – Foto Marco Iorio Roma

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