Papa Francesco durante l'Angelus domenicale a Piazza San Pietro

Se diventiamo “artigiani di fraternità, potremo ritessere i fili di un mondo lacerato da guerre e violenze”. Così Papa Francesco prima della recita dell’Angelus. “Il nuovo anno inizia con Dio che, in braccio alla Madre e adagiato in una mangiatoia, ci incoraggia con tenerezza. Abbiamo bisogno di questo incoraggiamento. Viviamo ancora tempi incerti e difficili a causa della pandemia. Tanti sono intimoriti dal futuro e appesantiti da situazioni sociali, da problemi personali, dai pericoli che provengono dalla crisi ecologica, da ingiustizie e da squilibri economici planetari”, ha sottolineato il Pontefice.

“Guardando a Maria con in braccio il suo Figlio, penso alle giovani madri e ai loro bambini in fuga da guerre e carestie o in attesa nei campi per i rifugiati. Sono tanti”, aggiunge.”E contemplando Maria che adagia Gesù nella mangiatoia, mettendolo a disposizione di tutti, ricordiamo che il mondo cambia e la vita di tutti migliora solo se ci mettiamo a disposizione degli altri, senza aspettare che siano loro a cominciare.

Se diventiamo artigiani di fraternità, potremo ritessere i fili di un mondo lacerato da guerre e violenze”.

C’è bisogno di gente in grado di tessere fili di comunione, che contrastino i troppi fili spinati delle divisioni.

A cura di Stefano Severini – Foto Imagoeconomica

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