Il Parlamento

Il governo studia una serie di misure in favore di famiglia e natalità (ipotesi 100 euro in più per gemelli e nuclei numerosi). Cinquemila euro di tetto al contante e stralcio mini-cartelle. Si valuta come far emergere i capitali non dichiarati

Cominciano a filtrare le prime notizie sullo scheletro della manovra, il documento di economia e finanza che il governo si appresta a varare, atteso in Consiglio dei ministri lunedì pomeriggio. Al rientro della trasferta a Bali per il G20, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti dà l’accelerata finale alla stesura della prima manovra targata Meloni. Intanto, i contatti con il vicepremier Matteo Salvini sono costanti per fare il punto sulle misure care alla Lega, tra cui tetto al contante e tregua fiscale.

Niente scudo fiscale, allo studio misure alternative
I primi segnali indicano che si va verso uno stop allo scudo fiscale per il rientro dei capitali dall’estero. È in corso un confronto all’interno della maggioranza ma, secondo quanto si apprende, la misura non dovrebbe essere inserita nella manovra. L’intenzione sarebbe infatti quella di avviare successivamente una riflessione sugli strumenti per far emergere i capitali non dichiarati.

Le misure per famiglia e natalità
Ci dovrebbe essere poi un raddoppio da 100 a 200 euro della maggiorazione forfettaria dell’assegno unico universale per i nuclei familiari con quattro o più figli e 100 euro in più per i nuclei familiari con figli gemelli, fino al compimento del terzo anno di età: sono le proposte che il ministero della Famiglia, guidato da Eugenia Roccella, avanza in vista della messa a punto della prossima legge di bilancio. La maggiorazione avverrebbe a decorrere dal 2023.

I provvedimenti su fisco e tetto al contante
Confermato il taglio di due punti del cuneo fiscale (introdotto dal governo Draghi) per un costo di circa 3,5 miliardi. Nel provvedimento ci sarà il pacchetto relativo alla cosiddetta tregua fiscale: resta fuori l’ipotesi di una tassa piatta incrementale per i dipendenti, in favore di un intervento per rendere più vantaggiose le aliquote sui premi di produzione. Confermata l’estensione della flat tax al 15% per autonomi e partite Iva con ricavi fino a 85mila euro.

Sul fronte mini-cartelle, si punta allo stralcio di quelle fino a mille euro per le annualità fino al 2015 e sanzioni ridottissime, al 5%, e pagamento dimezzato per le cartelle tra i mille e i cinquemila euro. In manovra verrebbe inserito anche il rialzo a cinquemila euro del tetto al contante, depennato dal Dl Aiuti Quater non avendo un profilo di urgenza.

A cura di Elisabetta Turci – Foto ImagoEconomica

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