Grace Kelly era nata negli Stati Uniti nel lontano 1929, già di suo apparteneva a una famiglia molto conosciuta di Filadelfia. Cattolica, credente e di sani principi, decise sin da ragazza di trovare una sua dimensione nel mondo del lavoro, nonostante la fortuna ereditata. Investì, infatti molti dollari su se stessa, perchè era convinta di avere talento nella recitazione e di fare carriera; era d’altronde tra le donne più affascinanti di quel periodo.

Iniziò con le sue capacità attoriali a lavorare negli anni cinquanta per Alfred Hitchcock (mostro sacro) e venne scelta per affiancare Gary Cooper in “Mezzogiorno di fuoco”, poi con Mogambo, arrivò come un fulmine a ciel sereno la prima nomination all’Oscar, mentre tre anni dopo la bellissima Kelly si portò a casa l’ambita statuetta con la Ragazza di campagna. È fu proprio con Alfred Hitchcock che la bionda americana raggiunse l’apice del successo. Con Il delitto perfetto, La finestra sul cortile – accanto a Cary Grant – e Caccia al ladro, Grace Kelly entrò nell’Olimpo delle star di Hollywood. Dove, sarebbe rimasta se un principe azzurro non le avesse “rubato” il cuore.

Sul set di Caccia al ladro, film girato in Costa Azzurra, che Grace Kelly conobbe il principe Ranieri III di Monaco, a capo di un principato all’epoca desolante. Ma Cupido, si sa, non guarda in faccia a nessuno e a meno di un anno dal colpo di fulmine, l’attrice americana pronunciò il suo sì nella Cattedrale di Monaco, rinunciando a tutto ciò che si era costruita gli anni passati, in primis la sua promettente carriera. Era il 19 aprile 1956, giorno in cui Grace Kelly, da diva di Hollywood, si trasformò, con il matrimonio, in principessa.

Anche se, a distanza di pochi anni bisogna dire, tanto favola non fu. Perché al di là dell’aurea di romanticismo che circonda da sempre la coppia principesca, quella di Grace Kelly, una volta appeso il copione al chiodo, non fu poi una vita così invidiabile. Negli anni successivi al matrimonio, Grace Kelly poté dedicarsi a ciò che amava di più, vale a dire la sua famiglia. Ebbe tre figli in pochi anni: Carolina, Alberto e Stephanie, ma tutto questo ebbe un alto costo.
Fu costretta, infatti, a dire no ad Hitchcock che l’avrebbe voluta come protagonista di Marnie (oltre che ad altri registi). La ragion di Stato, insomma, prevalse su tutoo. E l’ex attrice americana si piegò alle necessità del principato, fra cui quella di rinsaldare le relazioni diplomatiche con la Francia e altri Stati.

E se alla luce del sole il rapporto tra Grace e Ranieri fu tutto rose e fiori, c’è chi sostenne che, sotto sotto, i due non fossero così sereni e felici. Nel 1994 il biografo Robert Lacey scrisse di una Grace triste, dedita all’alcol e lontana dal marito. Ranieri, arrabbiatissimo, scatenò gli avvocati contro chi voleva danneggiare l’immagine della moglie. Verità o pettegolezzo, il lieto fine a Grake Kelly mancò per davvero. Il 13 settembre 1982, a soli 52 anni, la principessa di Monaco morì in un incidente d’auto mentre guidava, in compagnia della figlia Stephanie, lungo alcuni tornanti che scendevano verso Montecarlo. La vettura finì nella scarpata e per Grace ci fu poco da fare. Sopravvisse, invece incredibilmente la terzogenita.

La sua terribile morte fu un duro colpo per Ranieri – lo si capì durante la sepoltura – dalla quale, si disse, il principe non riuscì più a riprendersi. Grace, intanto, entrò definitivamente nel mito, ma senza una duratura corona di diamanti.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto LifeMagazine

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