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SPORT 2020 LA FORMULA 1

Che noia che barba, che barba che noia ….

Cos’altro dire di questa che sembra ormai la Formula Mercedes più che la Formula 1, visto che le Frecce d’Argento vincono ormai da sette stagioni consecutivamente il titolo piloti e quello costruttori? Certo la colpa è soprattutto di una concorrenza che ormai è lasciata ai volanti della Red Bull, dato che la Ferrari pare un’Ape car più che una macchina da corsa, ed il resto del lotto è fatto per lo più di macchine tedesche “vestite” con altri colori?

Tanto è stato avvincente ed incerto il Motomondiale, quanto invece è risultata scontata, anche prima dell’inizio e pur con la spada di Damocle del Covid sulla testa, questa Formula 1; d’altra parte basta scorrere la lista dei GP e dei vincitori per accorgersi come non ci sia lotta e se un driver mediocre come Bottas finisce secondo nella classifica finale, vincendo pure due gare, allora vuol proprio dire che si corre ormai giusto per divertimento, o poco più.

Già avevamo scritto di Hamilton e dei suoi record in serie, ma il dubbio è sempre lo stesso: Lewis è davvero il migliore di sempre o …. sarebbe bello vederlo sulla Williams o sulla Haas curiosi di cosa combina? Certo medesimo discorso potrebbe valere per i successi di Schumacher (due con la Benetton e cinque con la rossa), o magari i quattro di Vettel al volante della Red Bull, o i cinque (quattro consecutivi) di Fangio, anche se l’argentino vinse guidando quattro auto diverse ….

Hamilton è il più forte, ma chi ha come rivali? La Mercedes è la migliore, ma quali sono le sue rivali? Non è colpa loro se manca la concorrenza, anche se è difficile fare concorrenza ad una casa come quella tedesca, che oltretutto approfitta del fatto di essere rimasta tra le poche a produrre motori ed a rifornire (non solo con i propulsori) gran parte delle Scuderie del lotto, ottenendo in cambio “favori politici” mica da poco!

Il Mondiale 2020 ha subito ovviamente la cattiva influenza del Covid, stravolgendo il calendario, tra rinunce forzate ed il rispolverare di circuiti messi ormai da parte, perché qui più che in altri sport è il denaro che conta ed allora meglio correre con i cammelli e la sabbia a fare da spettatori piuttosto che ad Imola o all’Olanda, tanto chi se ne accorge?

Lo sport è politica, denaro, e la Formula 1 ne è forse l’esempio più lampante, alla faccia dei regolamenti che cambiano in corso, manco si parlasse di calcio nostrano, e dove se una scorrettezza la commette Hamilton (o magari Verstappen), si può stare certi che nulla succederà, come un “vaffa….” gridato all’arbitro da uno con la maglietta a strisce ….
Che noia che barba, che barba che noia ….

Cosa servirebbe dunque per cambiare le cose? Magari basterebbe un regolamento chiaro e limpido, dove i sotterfugi, gli imbrogli, si cercherebbero comunque ma …. senza essere trovati; facile a dirsi ma impossibile da farsi, vero? Perché ci sarà sempre chi avrà potere e chi si piegherà al volere del più forte, che si chiami Mercedes, Ferrari, Red Bull o chissà come.

Quello che è certo è che il Mondiale 2020 è stato corso tra mille problemi, tra mille cambiamenti e con piloti che sapevano già prima di iniziare che avrebbero cambiato squadra la stagione successiva; se questo abbia comportato, come in casa Ferrari con il divorzio da Vettel, un ulteriore problema è facile da dimostrare, pur considerando la professionalità indiscutibile del tedesco, ma ….

…. Si punta su un pilota che non confermi o su chi è giovane e rappresenta il futuro? Cosa è successo lo abbiamo visto tutti, tutti abbiamo letto e sentito quante e continue polemiche siano sorte su ogni circuito, ad ogni minima occasione, considerando le difficoltà e gli errori, anche di strategia, commessi su chi ha guidato (non solo al volante) la rossa, ma anche questo è stato il 2020, piaccia o meno.

Mondiale archiviato ed un altro è da scrivere, portandosi dietro gli interrogativi lasciati magari in sospeso, le tante curiosità che porterà con sé il 2021 …. il ritorno di Alonso, un Vettel che vuole prendersi rivincite …. e nuove pagine da scrivere sperando che non sia, o non troppo ….

Che noia che barba, che barba che noia ….

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Getty Image

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