La Serie A fa trentuno nel giorno in cui scoppia l’atomica della Superlega, con le grandi (o presunte tali) del calcio europeo che vogliono giocarsi il “loro” campionato, spartendosi i soldi a piacimento, dato che sono loro a creare il business e solo loro devono avere benefici, potere e soldi!

Ma questo è un argomento che si può trattare in altro momento, mentre qui si parla ancora di calcio giocato e di una giornata che qualche punto lo ha messo, al di là della matematica e delle dichiarazioni, tanto (giusto per fare un esempio) Cosmi può gridare quanto vuole, ma anche con lui il Crotone le ha praticamente sempre prese, battendo unicamente il Toro post-covid (giocando in dodici, anzi adesso che c’è il VAR, in tredici) e quindi la sua tanto urlata grinta? La cattiveria agonistica tanto decantata?

La realtà è che puoi anche giocare discretamente, ma quando fai errori da oratorio, come pensi finiscano le partite? Quante pensi di vincerne? Il discorso vale per il Crotone, ma anche per il Parma, che con l’arrivo di D’Aversa sarà pure andato spesso in vantaggio, anche doppio, peccato che poi i ducali si addormentino oltre a sbagliare occasioni da rete che finiscono in un solo modo chiamato SERIE B!
L’Inter in questo trentunesimo turno passa indenne da Napoli, quasi a dire …. Vedi Napoli e poi …. è Scudetto! ….

Anche perdendo poco sarebbe cambiato per la banda Conte, però andare sotto e poi rimontare è stato un nuovo atto di forza dei nerazzurri, che hanno rischiato di perdere ma pure di fare bottino pieno ed a contare le occasioni da gol non sono certo andati sotto.
Il Napoli rimane ancora pienamente in corsa per la Champions, non ha vinto ma ha giocato una partita gagliarda; gli azzurri non tirano moltissimo in porta (quasi sempre) però sono ben messi in campo e se non si distraggono (vedi il Crotone) sanno fare cose importanti. Gattuso sarà pure inviso a parte della tifoseria e se ne andrà, ma davvero riscaldare la minestra-Sarri potrebbe essere il toccasana? Vincere giocando bene è il dogma, peccato che l’abbinamento non sempre sia efficace, anzi, vincono più spesso i pragmatici, perché gira e rigira l’unica cosa che serve, la base di ogni vittoria, è prendere pochi gol.

Il Milan rosicchia due punti all’Inter, ma in casa rossonera sanno benissimo che il sexondo posto è il traguardo massimo possibile; il Milan è cresciuto tantissimo, ma non è ancora attrezzato per lo Scudetto, però ha disputato un grande campionato e quindi tanto di cappello a Pioli ed ai suoi ragazzi, dato che da molte stagioni nella Milano rossonera si languiva nell’anonimato, mentre adesso c’è un futuro aperto davanti.

Con la Superlega, cosa ne sarà dell’Atalanta? Certo il Presidente bianconero Agnelli non considera i bergamaschi all’altezza, ma forse sarebbe ora che invece di sparare cavolate a caso pensasse a rifondare casa sua, sempre che non lo “destituiscano” e lo mandino a svernare in altra azienda di famiglia; intanto il bianconero Gasperini dà un bello “schiaffone” al maestro Pirlo, che dal meglio di centrocampo sta diventando il cantore delle scuse, ultima delle quali l’avere una rosa ristretta, che fa ridere pensando a quanti giocatori aveva a disposizione Trapattoni ….

L’Atalanta batte giustamente una Juve priva di CR7 che un “dolorino” ha fatto rimanere a casa sua (forse), al calduccio ed all’asciutto, mentre i suoi compagni prendevano acqua e grigiore diffuso in quel di Bergamo, con Dybala e Kulusevski, dopo un gol ed elogi da vincitori della Coppa del Mondo, sono tornati alla normalità di stagione, ovvero al poco o nulla e se pensi di vincere tirando una volta in porta in novanta minuti ….

L’Atalanta invece è concreta, come al solito, non goleante ma di fronte non c’era il Sassoferraio e quindi l’importante era vincere, saltare al terzo posto e continuare a sognare una nuova, meritata, qualificazione Champions; poi in estate si vedrà quello che accadrà, iniziando dal Gasp di cui tanto si parla per altri lidi ….

La Lazio, sempre per parlare di Champions, batte il Benevento in una partita pazza, che denota la forza dei biancocelesti, ma anche che sono vulnerabili non appena abbassano il livello di concentrazione, male che non è una novità; all’Olimpico anche il VAR è in giornata un po’ così, ma anche questa non è una novità.

Le streghe di contro non muovono la classifica e vengono raggiunti dal Torino (c’è anche la Fiorentina) ed avvicinati dal Cagliari, ma comunque provano sempre a giocare e sarà importante la gara di mezza settimana contro il Genoa, ancora in trasferta, delicata visto che i grifoni sono appena due punti sopra di loro, ma “giocabile”; perdere potrebbe essere un guaio, ma chissà ….

I guai se li è cercati anche la Fiorentina, che va in vantaggio contro il Sassuolo, nel primo tempo, ma si dimentica di scendere in campo nella ripresa ed alla fine ne becca tre, senza scusanti e senza attenuanti; penso all’arrivo di Commisso, alle promesse ed all’entusiasmo creato a Firenze, dove bastava se ne andassero i Della Valle …. e come spesso capita la viola è finita dalla padella nella brace, salvatasi per il rotto della cuffia nelle ultime due stagioni e nuovamente in ballo, tra soldi spesi male, o letteralmente buttati nel cesso …. a proposito, i fenomeni di mercato, ultimo Kokorin, dove sono finiti? E pensare che hanno cercato in tutti i modi di vendere Vlahovic ….

Nelle sabbie mobili della classifica, il Cagliari vince un’altra partita pazza della due giorni, il 4-3 contro il Parma rilancia le dichiarazioni di Semplici, ma fare la corsa su se stessi sino ad ora ha prodotto il terz’ultimo posto e qualche sconfitta di troppo, dato che non sempre ci si trova davanti il Parma-suicida; il Cagliari ha un organico da salvezza, ma se davanti non frenano, e di brutto ….

Il passo avanti, in fondo, lo fa il Torino, che Nicola (nel suo piccolo e nella sua modestia) ha cambiato in meglio, molto in meglio; da alcune giornate e recuperando via via gli ex positivi al Covid, il Toro è tornato nella sua dimensione più consona, considerando che ci saranno lacune, ma non mi si dica che la rosa vale meno anche di alcune delle formazioni che precedono i granata.

Spesso un somaro vale più di un dottore e nel caso del Toro è meglio un bidello di un professore (moscio) …. la salvezza è a portata di mano e bisognerà non mollare proprio sul più bello, ma se l’intensità sarà quella vista contro la Roma si potranno ancora scalare alcune posizioni.
Infine eccoci a Samp-Verona e Bologna-Spezia, con le formazioni di casa che vanno di goleada, dopo che a Genova il Verona era andato in vantaggio, mentre a Bologna, lo Spezia era il solito Spezia, ovvero: gioco discreto e sbagli da …. bocciatura …. in realtà il Verona ha disputato nuovamente un buonissimo campionato e lo Spezia si salverà alla grande, mentre la Doria deve ringraziare il “vecchio” lupo di mare Ranieri ed il Bologna continua a sembrare la pubblicità della discontinuità ….

Alla prossima!

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Imagoeconomica

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