Ultimi comizi ieri, prima del voto di domani, mentre oggi si osserva il tradizionale silenzio.

46.604.925 gli italiani aventi diritto al voto per il rinnovo della Camera.
Meno numeroso il corpo elettorale per quanto riguarda il Senato: 42.871.428.
Per la prima volta la legge in vigore è il cosiddetto ‘Rosatellum’

Domani le urne saranno aperte dalle 7 alle 23 per permettere ai 46.604.925 italiani aventi diritto al voto di esprimere le proprie preferenze per il rinnovo della Camera (22.430.202 uomini e 24.174.723 donne). Meno numeroso il corpo elettorale per quanto riguarda il Senato, in quanto l’età minima richiesta per il voto è fissata in 25 anni e non nel raggiungimento della maggiore età: 42.871.428, di cui 20.509.631 uomini e 22.361.797 donne.

Gli elettori della circoscrizione Estero, che hanno già votato per corrispondenza, sulla base dei dati dell’elenco definitivo, sono, per la Camera 4.177.725 e per il Senato 3.791.774: eleggeranno, rispettivamente, 12 deputati e 6 senatori.
Per la prima volta la legge in vigore è il cosiddetto ‘Rosatellum’, sistema misto con un terzo dei seggi, 232 a Montecitorio e 116 a palazzo Madama, assegnato con metodo maggioritario; e due terzi, rispettivamente 232 e 116, con il proporzionale. Nel primo caso in ogni collegio viene eletto un solo candidato, quello che ottiene più voti.
Nel secondo caso a ciascuna lista o coalizione di liste sono assegnati i seggi in proporzione ai voti ottenuti, calcolati a livello nazionale e poi redistribuiti nelle singole circoscrizioni territoriali, divise in collegi plurinominali con liste bloccate.
Al riparto dei seggi concorrono le liste che abbiano superato il 3 per cento a livello nazionale, mentre quelle non avranno ottenuto almeno il 3%, ma più dell’1%, concorreranno alla cifra elettorale nazionale di ciascuna coalizione.
Questa operazione -spiega il Viminale- presuppone, pertanto, la necessità che tutte le sezioni abbiano concluso le operazioni e abbiano inviato i dati. La mancanza, anche di una o più sezioni, che (per i motivi più vari) non abbia concluso e trasmesso i risultati, non rende possibile la determinazione della cifra nazionale e, quindi, il conseguente riparto.

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