La Polizia ha identificato il concessionario di auto che ha venduto, nel gennaio del 2022, l’Alfa Giulietta di colore nero al boss mafioso Matteo Messina Denaro.

Secondo quanto apprende l’Adnkronos, si tratta di un concessionario di Palermo la cui identità è top secret. L’auto è stata trovata nel garage del figlio di Giovanni Luppino, l’autista del capomafia arrestato con lui lunedì mattina alla clinica Maddalena.

La Giulietta sarebbe stata acquistata personalmente dal boss Matteo Messina Denaro. I documenti della macchina sono stati trovati nel covo di vicolo San Vito individuato martedì dai carabinieri. Il contratto di acquisto della Giulietta era intestato a una anziana disabile di 86 anni, madre di Andrea Bonafede, il geometra di Campobello di Mazara che avrebbe prestato l’identità al boss. Alla donna è intestata anche la Fiat 500 data in permuta alla concessionaria. La Giulietta sembra che sia stata acquistata in contanti per 10mila euro. Gli investigatori stanno adesso indagando sulla concessionaria di auto, per capire se fosse a conoscenza della vera identità di Matteo Messina Denaro, che girava con una carta di identità falsa a nome di Andrea Bonafede.

Dal celeberrimo La Vucciria di Guttuso fino a stampe più banali di bestie selvagge, passando per i personaggi da cartoni animati: ecco cosa è spuntato dal primo nascondiglio di Matteo Messina Denaro.

Ci sono anche poster di belve ruggenti e un pin con la scritta “Il padrino sono io” sotto una caricatura di Marlon Brando nel celebre film di Coppola tra gli oggetti ritrovati nel primo dei covi del boss Matteo Messina Denaro scoperto a Campobello di Mazara  all’indomani dell’arresto.

Sembra un trolley ma è una sofisticata apparecchiatura della polizia che scannerizza ogni parete, in cerca del bunker o intercapedini nascoste dopo possono trovarsi i documenti del boss di mafia: le carte che potrebbero dire tutto delle stragi.

Il Vescovo di Mazara – “Non è una persona per cui possiamo avere troppa pietà. Ha ammazzato tanto, sparso tanto sangue, moltissima sofferenza, ucciso tanti innocenti, anche un bimbo…”. A dirlo ai giornalisti monsignor Domenico Mogavero, vescovo emerito di Mazara del Vallo. Visibilmente emozionato, Mogavero – che da vescovo negò i funerali al capomafia Mariano Agate – ha detto di non credere  un pentimento di Matteo Messina Denaro: “Non credo che parlerà, che voglia pentirsi“, ha continuato dopo aver lasciato la parrocchia Madonna di Fatima, dove da qualche tempo celebra alcune liturgie, vicino al covo di vicolo San Vito, il primo scoperto a Campobello di Mazara.

Sarebbe stato arrestato prima se non avesse goduto di coperture“, ha proseguito. Coperture “dettate da convenienze, amicizie ma anche paura: “Qui spesso non si può dire di no, anche per una vicinanza, per una vita passata insieme. Ma ha vinto lo Stato e quel che importa ora è che vincano pure i siciliani, i trapanesi, la nostra gente che deve essere contenta e deve potere esultare senza più paura. Ha vinto lo Stato e questo deve aiutare tutti a cambiare e quindi chi sa parli e contribuisca a svelare i tanti misteri ancora irrisolti“.

A cura di Elisabetta Turci – Foto Imagoeconomica

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