TANTI AUGURI DI BUON COMPLEANNO!

Già, Tanti Auguri di Buon Compleanno a Tania Cagnotto, nata il 15 maggio 1985 a Bolzano, e che quindi oggi compie 35 anni.

Probabilmente era scritto nel destino di questa figlia d’arte che sarebbe diventata la più grande tuffatrice della storia italiana di questo sport ed anche l’europea con più podi in carriera, tra giovanili e Nazionale maggiore.

D’altra parte, come si dice, buon sangue non mente e Tania ha compendiato al meglio le virtù dei genitori; la mamma, Carmen Casteiner, è stata una buona tuffatrice negli anni settanta, divenendo più volte Campionessa d’Italia, partecipando all’Olimpiade di Montreal, oltre che giudice internazionale e prima allenatrice della figlia, mentre il papà, Giorgio Cagnotto (la cui carriera ricorderemo prossimamente) è stato secondo solo ad un fenomeno come Klaus Di Biasi e dal 2000 è l’allenatore della Nazionale azzurra di tuffi.

I tuffi nel DNA, ma certo occorre che, insieme al talento, ci sia molto altro, occorre che l’atleta e la persona siano entrambe dotate di grandi qualità, sportive ed umane, perché primeggiare è di per se estremamente difficile, farlo nel tempo qualcosa di straordinario; Tania è stata ai vertici del proprio sport sin dal 1999, quando a livello giovanile mieteva successi a ripetizione e per darne un’idea bisogna per forza parlare di medaglie: 4 ori e 5 argenti Mondiali, 9 ori, 1 argento e 2 bronzi Europei.

Nel 2002, agli Europei assoluti di Berlino, vince l’argento dalla piattaforma e conquista l’oro nel sincro dal trampolino di tre metri insieme a Maria Marconi, e la storia è appena all’inizio…
Certo non sono sempre state rose e fiori, perché la bravura e l’impegno a volte non bastano, specie quando ti trovi di fronte avversarie come russe e cinesi, specie queste ultime, vere e proprie “macchine da guerra”, che ti condizionano non poco e più la gara è importante, più sembrano robot che non sbagliano mai.

Per fare un paragone, restando nel mondo dello sport, Tania mi è sembrata Gimondi contro Merckx, ovvero la bravura contro lo strapotere, eppure anche Tania, come Gimondi, ha saputo non arrendersi mai, risalire dopo ogni sconfitta, anche quelle più amare, ed essere lì il giorno in cui il Mondo è finito ai suoi piedi, esattamente il 28 luglio 2015, Mondiali di Kazan, trampolino da un metro…

Classifica finale: Tania Cagnotto 310,85, Shi Tingmao 309,20, He Zi 300,30, un TRIONFO!!!

L’anno successivo, il 2016, Tania conquista due medaglie alle Olimpiadi di Rio De Janeiro: l’argento nel trampolino da tre metri sincro, insieme a Francesca Dallapé ed il bronzo sempre nel trampolino da tre metri, battuta dalle “solite” cinesi, brave a prendersi la rivincita del Mondial.

Al ritorno da Rio, Tania annuncia il proprio ritiro, dopo diciassette anni di attività, durante i quali oltre alle già citate medaglie a livello giovanile, ha ottenuto 1 argento ed 1 bronzo Olimpici, 1 oro, 3 argenti e 6 bronzi Mondiali, 20 ori, 5 argenti e 4 bronzi Europei, vera e propria REGINA dei tuffi, una che come l’altra regina dell’acqua azzurra, Federica Pellegrini, ha macinato ore infinite di allenamento e gare, certo meno “diva” e meno capricciosa (in senso buono) della Fede, ma entrambe con una determinazione senza pari e la capacità di non darsi mai per vinte.

In realtà Tania ha voluto ancora essere in gara agli assoluti di Torino 2017, dove ha vinto il suo quarantasettesimo titolo italiano assoluto, il tredicesimo nel trampolino da 1 metro, tra gli applausi scroscianti di un’affollata piscina Comunale, molta commozione e l’abbraccio con mamma Carmen e papà Giorgio.

Sposatasi nel 2016 e divenuta mamma di una bella bambina nel 2018, Tania insieme all’inseparabile compagna di tante battaglie: Francesca Dallapé, ha deciso di partecipare agli assoluti 2019, nel sincro, in cui hanno vinto l’argento dietro alla coppia Bertocchi-Pellacani; L’obiettivo, neppure troppo nascosto, era Tokyo 2020, una nuova partecipazione olimpica, sogno rimesso in un cassetto a causa del Coronavirus, ma chissà, l’Olimpiade è poi stata rinviata di un solo anno e se nel 2021 ci fossero le condizioni per gareggiare.. perché non riaprire quel cassetto?

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Patrizia Ferro

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