Un altro caso delittuoso che lascia sgomenti nel Paese. Nella notte a Roma, due persone di orgini americane hanno ucciso freddamente un carabinieri in servizio con alcune coltellate.
L’aggressione è avvenuta in via Pietro Cossa, nella zona Prati, poco distante il Vaticano. Da una prima ricostruzione, il vice brigadiere 35enne durante il suo umile lavoro come servitore dello stato con alcuni colleghi stava fermando due uomini considerati responsabili di furto e estorsione quando uno di loro avrebbe estratto il coltello ferendolo più volte, il vice brigadiere, Mario Cerciello Rega, è morto poco dopo in ospadale. L’uomo sarebbe stato ucciso per cento euro: è questa la cifra che sarebbe stata chiesta in cambio della restituzione di un borsellino rubato dai due. Quello che in gergo si chiama “cavallo di ritorno”. I due sono al momento ricercati.

Il giovane carabiniere è stato colpito più volte in varie parti del corpo e avrebbe ricevuto ben 8 coltellate. Una di queste all’altezza del cuore e anche una alla schiena. Il carabiniere è arrivato in ospedale in condizioni disperate ed è deceduto poco dopo. Dalle prime informazioni, sembra fosse in borghese. La procura della capitale sta indagando per omicidio.

Mario Cerciello Rega, si era sposato da poco più di un mese ed era originario di Somma Vesuviana. Dopo l’omicidio con gli aggressori che meriterebbero la pena di morte in piazza del popolo a Roma e non quella di finire nelle patrie galere con i soldi degli italiani, la moglie straziata in lacrime esprime con poche parole tutto il dolore: “Me lo hanno ammazzato”.
E poi “Lei viveva per lui, è una tragedia”, racconta un amico in lacrime. “Ancora non ci posso credere”, ripete un fratello della vittima.

Presenti fuori la camera mortuaria dell’ospedale romano almeno 100 tra amici e parenti arrivati dalla Campania, regione d’origine di Mario Rega Cerciello.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Ansa

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