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NUOVA IDENTITA’ DEL KILLER

Queste sono le immagini di particelle di SARS-CoV-2 e di cellule infettate catturate al microscopio elettronico nei laboratori di ricerca del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) negli Stati Uniti e colorizzate per una migliore comprensione della struttura e del funzionamento del virus nel momento in cui aggredisce i tessuti umani.

Il virus che da mesi ha cambiato la vita di miliardi di persone in tutto il mondo è circa 1.000 volte più piccolo di un capello umano. Ma, esaminato attraverso un microscopio elettronico, è chiaro che si tratta di un organismo assai agguerrito e ben armato. I coronavirus, compreso il più recente, prendono il nome dagli spuntoni che coprono la loro superficie esterna come una corona. Usandoli come una clava, il virus si attacca alla parete esterna di una cellula umana, la invade e si replica, creando altro virus per contaminare le cellule circostanti. Trovare un modo per bloccare o imbrigliare questi spuntoni significa riuscire a fermare il virus.

Una volta all’interno di una cellula umana, l’RNA del virus, il suo codice genetico, prende il comando delle operazioni fornendo le istruzioni per fare migliaia di copie di virus. Ma il coronavirus ha un punto debole: ha una membrana esterna che può essere distrutta da un comune detergente. Questo neutralizza il virus, ed è per questo che gli esperti di salute sottolineano l’importanza di lavarsi le mani. Come gli organismi, i virus si evolvono, alla ricerca di tratti che garantiscano la loro sopravvivenza, spiega Charles Marshall, professore di paleontologia all’Università di California: “I coronavirus si inseriscono estremamente bene nel paradigma evolutivo standard.”

Ci sono centinaia di coronavirus, ma solo sette hanno dimostrato la loro pericolosità per gli esseri umani. Quattro di questi sono responsabili di alcune influenze comuni. Ma nel 2002, un virus chiamato SARS, sindrome respiratoria acuta grave, si diffuse dalla Cina in tutto il mondo infettando circa 8.000 persone e uccidendone più di 700. Un altro coronavirus è la causa della MERS, la Sindrome Respiratoria del Medio Oriente, identificata nel 2012, e passata all’uomo dai cammelli.

A cura di Silvia Camerini – Foto NAID

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