In un intervista alla Bbc il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito che l’adesione alla Nato è una “garanzia di sicurezza” per il Paese, escludendo qualsiasi compromesso. Quando gli è stato chiesto se Kiev sia pronta a rinunciare alla sua ambizione di unirsi all’Alleanza, il presidente ucraino ha risposto: “Non è questione di ambizione. Abbiamo perso 15.000 persone. Non è un’ambizione, è la nostra vita, riguarda il futuro delle persone. Se parliamo di Nato, Ue, dei territori temporaneamente occupati, stiamo parlando della nostra indipendenza. Questo è quello che vogliamo e faremo per il nostro futuro”.

Kiev: asilo colpito da bombardamenti dei ribelli filorussi – Intanto questa mattina sono scoppiati scontri fra separatisti filo russi e forze di Kiev lungo la linea di contatto, in diverse località nel Donbass. Entrambe le parti si sono accusate reciprocamente di aver dato inizio alle ostilità. Il comando militare ucraino ha accusato i separatisti di aver sparato proiettili che hanno colpito l’edificio di un asilo a Stanytsia Luhanska, ferendo due civili, e tagliando la corrente a metà della città. Kiev ha negato le affermazioni dei separatisti, secondo cui le forze ucraine li avrebbero attaccati per prime, e ha anzi affermato che sono stati i separatisti filorussi ad attaccare i soldati ucraini, che non hanno risposto al fuoco.

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha telefonato al capo di Stato ucraino esprimendo la “solidarietà dell’Ue all’Ucraina” per l’asilo colpito. “Stiamo seguendo da vicino la situazione sul campo”, ha scritto in un tweet Michel aggiungendo che “è urgentemente necessaria una de-escalation”.

Quello del ritiro delle truppe dal confine con l’Ucraina è stato un annuncio “falso” da parte della Russia, che invece ha schierato altri 7.000 soldati: lo afferma la Casa Bianca tramite un alto funzionario dell’amministrazione Biden. Secondo gli Usa Mosca potrebbe lanciare “in qualsiasi momento” un’operazione che funga da pretesto per invadere.

“Ieri, il governo russo ha detto che stava ritirando le truppe dal confine con l’Ucraina”, spiega il funzionario in un colloquio con i giornalisti. “Hanno ricevuto molta attenzione per questa dichiarazione, sia qui che in tutto il mondo. Ma ora sappiamo che era falso. Abbiamo ora confermato che negli ultimi giorni la Russia ha aumentato la sua presenza di truppe lungo il confine ucraino di ben 7000 soldati”, ha spiegato. Si ritiene che almeno 150.000 soldati russi siano schierati a est, nord e sud dell’Ucraina.

Anche oggi Mosca ha annunciato il rientro alla base di mezzi militari. Dieci convogli stanno lasciando la Crimea, al termine delle esercitazioni, per tornare alle loro basi permanenti. Lo ha reso noto il servizio stampa del distretto militare meridionale russo. “La polizia stradale sta scortando convogli di equipaggiamenti militari che stanno tornando alle basi di partenza al termine di un’esercitazione militare in Crimea”. “La polizia stradale ha già scortato circa 10 convogli con carichi di grandi dimensioni, pesanti e pericolosi”. Il comunicato fa notare che, una volta raggiunte le basi permanenti e sottoposto a manutenzione, il materiale “sarà pronto” per le prossime esercitazioni di routine.

Zelensky: “vari segnali” di ritiro truppe – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato di non esser in grado di dire se davvero i russi stiano ritirando le loro truppe dal confine con l’Ucraina: ha spiegato che ci sono “vari segnali” in questo senso, ma ha aggiunto che “non è il momento di fidarsi dei segnali”. “La situazione è sotto controllo, ma non stiamo vedendo alcun cambiamento: stiamo vedendo una concentrazione di truppe e piccole rotazioni. Non lo definirei un ritiro delle truppe. Non trarrei conclusioni”, ha detto Zelensky al telethon UArazom (Insieme). “Diremo che c’è un ritiro quando accadrà”, ha concluso.

Il ponte in costruzione in Bielorussia – Intanto la Cnn riferisce che in Bielorussia sarebbe in costruzione un ponte al confine con l’Ucraina che potrebbe agevolare l’invasione russa. Immagini satellitari degli ultimi due giorni mostrano nuove strade e un ponte tattico in costruzione lungo il Pripyat River, un fiume chiave in Bielorussia a meno di 6-7 km dalla frontiera ucraina, in quello che alcune fonti della Cnn definiscono un potenziamento delle forze russe e un supporto per un’eventuale invasione puntando verso Kiev. Le attività di costruzione sono monitorate attentamente dall’intelligence e dai dirigenti militari occidentali. Non è chiaro se a operare siano i russi o i loro alleati bielorussi, con cui stanno facendo esercitazioni comuni.

Mosca: “autoipnosi” Usa su attacco russo

Mosca respinge al mittente le accuse americane di bluffare sulla de-escalation sottolineando, tramite una nota rilasciata dall’ambasciata russa negli Stati Uniti, che “l’isteria anti-russa” di matrice statunitense “non consente” all’amministrazione Biden di rapportarsi “obiettivamente” alla situazione ucraina.

“Abbiamo prestato attenzione alle dichiarazioni rilasciate dal portavoce del Dipartimento di Stato americano Ned Price, espresse il 16 febbraio in un’intervista alla CNN”, si legge nella nota diplomatica, diffusa su Fb. “Il funzionario ha cercato ancora una volta di accusare la Russia di diffondere disinformazione sulla situazione in Ucraina”. “È ovvio che il volano dell’isteria anti-russa che si è diffusa negli Stati Uniti non consente ai colleghi americani di guardare le cose in modo obiettivo. L’autoipnosi sull’inevitabilità dell’attacco russo persiste”.

Secondo l’ambasciata, “Si è arrivati al punto in cui alla vigilia dell’intervista con Ned Price, la CNN, durante un live streaming da Kiev ha letteralmente lanciato un conto alla rovescia per la falsa invasione, programmata dal canale televisivo per la mattina del 16 febbraio”. Da qui dunque la richiesta al Dipartimento di Stato americano “di smetterla di alimentare la ‘rabbia militarista’ dei giornalisti e di concentrarsi su questioni veramente importanti di risoluzione diplomatica del conflitto intra-ucraino”.

Lavrov a Di Maio: escalation solo nella mente dell’Occidente – “L’aggravamento della situazione intorno all’Ucraina si sta sviluppando solo nelle menti dei politici e dei media in Occidente, le domande sul suo superamento dovrebbero essere rivolte a loro”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, aprendo i colloqui con il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio.

A cura di Stefano Severini – Foto Min. Difesa Russo

 

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