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LE MAFIE IN CITTA’

Come si combattono le mafie anche a Cesena

Nel contrasto e nella prevenzione alle mafie certamente le Istituzioni possono fare molto, ma cosa può fare un semplice cittadino privo di responsabilità istituzionali o politiche? Cosa può fare chi non è magistrato, poliziotto o parlamentare? Chi magari pensa con rassegnazione di essere “condannato” alla parte di spettatore. Alcune semplici azioni contro le mafie possono servire anche per smettere di lamentarsi e delegare sempre agli altri. La magistratura e le forze dell’ordine svolgono un ruolo sicuramente indispensabile, ma sicuramente non sufficiente.

Serve l’impegno di tutti, con piccoli accorgimenti, che possono creare seri problemi alle organizzazioni mafiose presenti in città, con particolare riferimento alle infiltrazioni soprattutto della ‘ndrangheta calabrese. Le mafie prosperano anche grazie ai nostri silenzi e alla nostra indifferenza. È pertanto fondamentale informarsi e informare, perché se non si conosce un fenomeno, non si è in grado di fronteggiarlo e di contrastarlo adeguatamente. Tuttavia si tratta di un compito non facilissimo. I media spesso sono condizionati da molteplici aspetti di convenienza editoriale e politica. Informarsi di più e da più fonti; solo in questo modo è possibile farsi un’idea il più veritiero possibile su un determinato fatto. 

È lecito farsi, e fare domande, tramite il passa parola nel caso di alberghi, ristoranti, pizzerie, imprese e negozi che cambiano improvvisamente destinazione d’uso o il titolare, con evidente impegno di consistenti capitali. Non sono pochi i casi in cui, anche nel nostro territorio, ci si è scontrati con soggetti coinvolti in azioni di riciclaggio di denaro sporco. Se non si sceglie, si lascia che altri scelgano per noi. Dalle elezioni comunali alle europee, occorre partecipare al voto, incluso quello referendario. È importante cercare di scegliere i candidati perché le mafie non sono né di destra né di sinistra, spesso puntano sul cavallo vincente. 

Per contrastare le mafie, bisognerebbe imparare anche a dire di no alle tante scorciatoie che la vita offre ogni giorno, ai favori, alle raccomandazioni. L’indifferenza è compromesso. Il silenzio degli onesti è il pericolo maggiore che ci sia per la democrazia. Ogni cittadino può fare la sua parte, anzi deve fare la sua parte, contro il radicamento mafioso anche nella nostra città. Perché come recita il secondo comma dell’articolo 4 della Costituzione “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”

Quindi l’indifferenza è incostituzionale! Occorre uscire dal silenzio e prendere la parola. Chi lavora in istituti di credito, chi è notaio, chi è proprietario d’immobili, aziende, imprese, ecc… può fare di più. Spesso ci chiediamo come si comportino questi cittadini quando si accorgono che il denaro trattato potrebbe essere frutto di reati di mafia. Vogliamo credere che sceglierebbero di perdere un cliente, un’occasione di lavoro, di vedere sfumare un affare, con la soddisfazione di aver dato un contributo al prevalere della società degli onesti su quella dei criminali.

Il vice Direttore Ugo Vandelli – Foto Imagoeconomica

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