Lo scorso anno proprio durante il periodo di Capodanno si celebravano i 100 anni di Federico Fellini e il il 31 dicembre più lungo del mondo. Quest’anno per l’emergenza sanitaria si è passati a quello più silenzioso di sempre, quello di Rimini. Almeno in strada, dove la regola del coprifuoco è stata scrupolosamente rispettata, ci mancava solo la sirena antiaerea.

Al posto dei tradizionali concerti, dj set, teatri e musei aperti, la notte di San Silvestro riminese ha visto la festa spostarsi negli appartamenti.
Intorno a mezzanotte le vie del centro erano illuminate dalle decorazioni natalizie: sembravano un set lasciato acceso con il cast in pausa da qualche parte. Tante le auto delle forze dell’ordine, anche in borghese, impegnate nella ronda dopo le 22, ma non c’era anima viva in giro.

Da molti balconi e da molte finestre giungevano musica alta e schiamazzi, ma al momento non si segnalano violazioni eclatanti. Allo scoccare della mezzanotte il cielo è stato squarciato dai boati di fuochi e petardi durati diversi minuti che illuminavano anche il nuovo porto.

Ma non solo a Rimini si è spenta la magia del festeggiare fino all’alba. Anche Riccione era del tutto vuota con via Ceccarini illuminata a giorno che dava quel poco di atmosfera per attendere l’anno nuovo. Ma con i bar, ristoranti e negozi chiusi, tutto sembrava surreale.

Tutta la Romagna: da Bellaria, Cesena con i suoi presepi, Cesenatico con la sua natività della Marineria, Cervia, Milano Marittima, Ravenna, si è dovuta piegare alla pandemia con una situazione turistica drammatica.

La speranza è tutta rivolta nel vaccino per un Mondo migliore e nuovo dopo un anno terribile e spettrale.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Ansa

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