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I NONNI PIU’ RICCHI DEI FIGLI

I tempi  cambiano e soprattuto da inizio pandemia. Per due senior su tre dall’inizio della emergenza sanitaria la vita è cambiata anche dal punto di vista economico: agli over 70 il periodo del Covid è costato ogni mese in media un terzo della loro pensione ovvero 354 euro, per un totale di 11,2 miliardi. I nonni, sempre più ricchi e generosi hanno trasferito soldi alle famiglie anche a quelle che apparivano agiate nel loro modo di vivere, ma poveri per lo STATO centrale o finiti senza lavoro, o lavorando in nero o in cassa integrazione, per pagare ristrutturazioni, il mutuo, le bollette o semplicemente fare la spesa, e non hanno rinunciato a prelevare i soldi dai propri libretti a risparmio.

Ma i nonni durante l’emergenza sanitaria si sono dedicati ad accudire i nipoti, ai quali in media hanno dedicato 25,8 ore a settimana. Un valore che, calcolato a 10 euro l’ora, ammonta a 33,3 miliardi di euro. E si pensi che due nonni su tre non sono stati in vacanza per aiutare i figli. Ma c’ è di più in questo momento di magra e ristrettezza sono aumentati i figli accompagnati dai genitori anziani, presso le banche o gli istituti postali per prelevare dai loro libretti i risparmi di una vita. Ma, non finisce qui, certi figli sono stati costretti ad ipotecare i beni dei nonni per non fallire e per salvaguardare il proprio lavoro artigianale composto da 3 familiari e c’è chi ha lasciato le proprie residenze per non pagare gravosi affitti avendo perso il lavoro.

Emerge anche un dato pazzesco che molti figli fino a prima avevano un rapporto con i genitori anziani solo dietro una telefonata, senza occuparsene direttamente e piuttosto preferire assistenza esterna. Solo adesso per un bisogno economico si cerca di fare marcia indietro per capire quanto sono fragili, buoni e amorevoli.

Questi i risultati  emergono spontaneamente da una indagine condotta da Senior Italia FederAnziani su un campione di 528 over 65 appartenenti alla rete dei Centri Sociali per Anziani dedicata all’impatto del Covid sulle famiglie italiane e in particolare sui senior.

Dal punto di vista economico, solo per un terzo non è cambiato nulla: per il 25%, invece, la pandemia ha inciso abbastanza, per il 10,8% molto, per il 34% poco, mentre il 30,2% ha dichiarato di non aver registrato alcun cambiamento nelle proprie finanze e chi si è in qualche modo autosostenuto.
Un quarto dei rispondenti ha avuto bisogno di aiuti economici nel periodo del Covid (24,9%), per sé o per i propri familiari, e in particolare il 18,2% del campione ha dichiarato di aver ricevuto aiuti dai propri familiari, il 5,4% ha ricevuto aiuti per pagare le bollette, l’8,9% ha ricevuto il bonus famiglia, il 7,9% ha potuto contare su pacchi solidali da associazioni di volontariato, il 6,9% ha usufruito di buoni spesa.

Il 13,5% dichiara che il proprio figlio è finito in cassa integrazione nel periodo della pandemia mentre il 19,1% ha figli che hanno perso il lavoro (7,3%) o hanno continuato a lavorare in modo ridotto (11,9%) nello stesso periodo. Insomma per un verso o per l’altro soprattutto le nonne, rispondendo in modo naturale non si sottraggono nel difendere coloro che hanno messo al mondo. Chi ha perso il lavoro era principalmente nei settori dell’artigianato, dell’abbigliamento, della ristorazione, dei servizi alla persona, del turismo e del commercio edile.

La pandemia è costata agli anziani oltre 2.800 euro da marzo ad oggi. Ma in alcuni casi i prestiti, praticamente senza rimborso sono arrivati anche sopra i 5.000 euro

Dunque, ancora una volta i nonni si sono riconfermati il pilastro del welfare del nostro Paese, dato che in un momento così critico molti di loro si sono ritrovati a dover trasferire una parte importante dei loro risparmi e in diversi casi delle loro già magre pensioni ai figli.

I nonni sono fondamentali. In questo periodo vanno protetti più delle altre fasce della popolazione e non segregati. E’ fondamentale dare loro supporto psicologico, anche attraverso l’attivazione di progetti mirati, monitorarli, soprattutto quelli soli e fragili, e garantire loro l’accesso alle cure e la presa in carico delle cronicità. Altrimenti sarà una ecatombe. Non ci hanno messo al mondo solo per elargire prestiti nei momenti difficili, ma per essere amati e accuditi.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Imagoeconomica

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