Al di là delle polemiche, in Qatar si gioca un mondiale che, come sempre successo, sul campo non manca di mandare all’aria pronostici ed aspettative, con novità positive, come negative, che fanno parte della storia del pallone.

Certo per stilare un primo consuntivo bisognerà attendere la fine dei gironi, quasi tutti ancora incertissimi e che potrebbero offrire ottavi di finale tutt’altro che previsti.

Grandi cose sin qui se ne sono viste poche, il gioco è spesso un’ipotesi e non sono mancate partite alquanto “soporifere” ; in più si sono viste nazionali che stanno vivendo ricambi generazionali ed altre alla fine di cicli tanto sbandierati quanto per nulla vincenti.
Grandi differenze di rendimento sono inoltre venute fuori tra un turno e l’altro, con risultati altalenanti per molte delle formazioni più attese, con il rischio di eliminazione per chi ha probabilmente sottovalutato le avversarie o, molto semplicemente, è arrivato in Qatar non in condizioni ottimali.

Chissà al proposito, se giocare in un momento insolito ha contribuito a quanto visto sin’ora; il comprimere la prima parte della stagione, con incontri ravvicinati, quanto può incidere sul rendimento di formazioni sulla carta in grado di arrivare sino in fondo alla manifestazione?

Certo quando si gioca più di quanto ci si alleni, la condizione ed il recupero della fatica sono difficili da mantenere, però ci sono formazioni che anche sotto l’aspetto del gioco stanno alquanto deludendo.
È vero poi che partire lentamente può essere un vantaggio nel prosieguo della manifestazione e gli esempi sono molteplici, però è sempre meglio non rischiare, dato che c’è gente magari poco quotata, che però corre ed ha grinta da vendere e può mettere in difficoltà chiunque.

Impossibile al momento fare pronostici, anche solo su chi andrà agli ottavi, poi ci sarà il tempo ed il modo di fare valutazioni più approfondite, anche rispetto agli accoppiamenti; si dice che con il tempo i valori tendono ad emergere, ma certamente qualcuno dovrà svegliarsi, perché altrimenti il futuro più prossimo sarà l’aereo di ritorno, su cui salire ben prima di quanto previsto.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

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