Giuseppe Aletti, poeta-editore

La poesia è nata la notte in cui l’uomo ha iniziato a contemplare la luna, consapevole del fatto che non era commestibile”, come ricordava Butulescu , e la poesia può realmente essere uno strumento potentissimo per migliorare la propria vita, aiutandoci a considerare il valore delle pause e arricchire il nostro linguaggio.

Coltivare la bellezza, non solo contemplando arte e cultura, ma anche e soprattutto indagando i nostri atti quotidiani, unico antidoto per uscire dal tunnel ed elevare le nostre vite, rispondendo positivamente all’esortazione che Dante mise in bocca ad Ulisse: “fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza”.

Coltivare la bellezza significa riconquistare il nostro tempo!

Nel mezzo del cammin di una vita perennemente connessa, con bambini che non riescono a conoscere la noia, grande mamma di tutte le riflessioni, con le agende di impegni più fitte di un premier, con termini come “sognatore” gettati nello Stige degli insulti, dobbiamo rivolgerci alla Bellezza se vogliamo “salvare noi stessi e il mondo”

Ed è così che indagando me stessa e la mia “selva oscura”, in totale consapevolezza, quando l’età anagrafica mi ha regalato la bellezza di poter scegliere, mi sono concessa di coltivare questo, che chiamo sentimento: poesia che usa le parole in modo originale, diverso, lontano dal linguaggio comune, perchè il bello si trova in natura, nei tramonti, nei prati screziati, nella neve delle montagne, nell’azzurro del mare!

Voglio parlare di poesia e lo farò con l’onore di avere un interlocutore d’eccezione: il Maestro Giuseppe Aletti, fondatore della Scuola di Scrittura Poetica, un autorevole punto di riferimento per la Poesia in Italia.

Ideatore di numerose iniziative di respiro internazionale, prima fra tutte il Premio Internazionale di Poesia Inedita IL FEDERICIANO, IL Paese della poesia, il Festival on-line LA PANCHINA DEI VERSI, la Rivista Orizzonti, Il Premio CET SCUOLA AUTORI DI MOGOL, fondatore inoltre della Scuola di Scrittura Poetica Giuseppe Aletti.

Che dire: Aletti è a capo di una delle più grandi comunità letterarie italiane (Aletti Editore).

Egli stesso scrittore e poeta, la sua raccolta I DECADUTI, è stata tradotta in arabo dalla casa della Poesia del Marocco, e pubblicata in Egitto, ha ricevuto grande risconto sulla stampa, come pure DA UNA FERITOIA OSSERVO PAROLE-365 ROTTE PER IL NUOVO GIORNO.

D- Maestro, la poesia sono solo versi o può l’immagine poetica essere utilizzata anche nel racconto scritto.

Quando si può parlare di poesia e, si può imparare a scrivere poesie?

R- L’immagine poetica è fondamentale per entrambe le forme, un grande poeta può diventare un grande scrittore, non può accadere il contrario.

Si può parlare di Poesia nel momento in cui l’atto comunicativo nasce da un’Urgenza, a condizione che sia autentica: non stiamo parlando di urgenza equivalente a sfogo, ma di indagine, autentica, bisogno di raccontare.

Non si è poeti parlando a sè stessi, deve emergere lo stato di necessità, diversamente si fa poesia di maniera.

Si può imparare a scrivere poesie.

Certo, e come testimonia Alessandro Quasimodo occorre sfatare il luogo comune che poeti si nasce!

Il poeta non è un istintivo, ma fa indagine all’interno di sè stesso, si addentra nelle emozioni, cercando di non farsi manipolare, sceglie ciò che serve per esserci “qui ed ora”!

Impara a ricercare il “Come” non il “Cosa”!

IL LETTORE VUOLE l’IMMAGINE!

D- Quanto l’avvento del digitale ha modificato l’autenticità poetica?

Perchè la poesia è luce, e quanto conta nella didattica della Scuola, quanto è praticata dai giovani, sempre più orientati verso la strumentazione digitale?

Sarebbe saggio rieducare i giovani a leggere, a usare le parole, a praticare la scrittura e conoscere i grandi poeti italiani?

RL’avvento del digitale ha modificato molto.

La Rete è un attrattore, sicuramente: il problema è mantenere l’Autenticità.

Il grande pericolo è rappresentato dal narcisismo poetico, che prima alberga nell’animo, poi si diffonde nell’ars poetica.

La poesia che sta andando forte è di maniera, non è autentica, adula il lettore, con l’avvento dei social i poeti hanno modificato il modo di scrivere, sono diventati popolari, invece il poeta deve continuare il suo percorso!

LA POESIA E’ LUCE:

DISOMBRA SPRAZZI DI REALE”

per questo il poeta deve andar avanti da solo per rimanere autentico.

Deve essere coraggioso, indagare anche le sue parti più oscure, sciogliere la parte morta e più indecifrabile, poichè l’ispirazione autentica del poeta è la propria vita!

La radice autentica è la nostra piu’ vera esistenza, il compito è ritrovarla attraverso la scrittura.

Infine la poesia nella didattica è un gran problema: i professori di lettere che dovrebbero avere la mission più importante hanno difficoltà ad avvicinarsi ai testi poetici, e questa rigidità la trasmettono ai ragazzi!

Fanno sentire la fatica del poeta che usa le parole in modo diverso, piuttosto che esaltarne la diversità della bellezza.

Il linguaggio poetico è come avere un oggetto velato, solo se riusciamo a infrangere il velo riusciamo a vedere il mondo che è dietro!

Prima che insegnanti occorre essere FORMATORI, fondamentale sarebbe divulgare la conoscenza dell’ars poetica tra i giovani .

Il mondo digitale sarà governato da umanisti, dunque occorre capire dove la macchina deve andare e da questo punto di vista la poesia diventa necessariamente conoscenza dell’animo umano.

L’HUMANITAS comprende anche la TECNOLOGIA e il mondo digitale sarà dominato dagli umanisti quindi dal POETA, il cui precipuo obiettivo e’ INDAGARE L’ESISTENZA.

Che dire?

Emozione la mia, e soprattutto con questa nutriente intervista col Maestro ALETTI vi lascio con questa riflessione: dunque la scienza come la poesia?

Se dialogassimo con un fisico illuminato potremmo dunque scoprire che anch’essi dichiarano di credere nella bellezza delle leggi di natura?

E allora siamo positivi per una volta.

Riconosciamo che la passione per la bellezza e la ricerca dell’armonia fanno parte dell’essenza stessa di questa meraviglia che è l’uomo!

A cura di Sandra Vezzani editorialista – Foto Repertorio

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