Il Presidente del Consiglio Mario Draghi

Al termine del Consiglio dei Ministri di venerdì il presidente del Consilio Mario Draghi si è soffermato sulla telefonata con il presidente russo Vladimir Putin. Alla domanda se vedeva la possibilità di una strada verso la pace ha risposto in maniera netta: “Se ho visto degli spiragli per la pace? La risposta è no“.

Ha poi spiegato: “Attenzione, è un tentativo che ho fatto, senza alcuna certezza che possa andare a buon fine, ma potrebbe finire nel nulla”. Così il premier italiano, in conferenza stampa, spiega che al prossimo Consiglio europeo di lunedì informerà gli alleati Ue del colloquio avuto con lo zar del Cremlino sulla crisi del grano. Del tentativo di sbloccare i depositi di grano che giacciono nei porti ucraini “ne parlerò al Consiglio straordinario europeo, non è esattamente su questo del summit ma credo farò una breve informativa.” Puntualizza Draghi. “La gravità della situazione ci impone di rischiare e provare cose che possono anche non riuscire – rimarca – proverò dunque a telefonare a  Zelensky e vedrò se c’è una corrispondente disponibilità. Credo che da parte di tutti ci sia la consapevolezza della posta in gioco, ovvero la vita di milioni e milioni di persone”.

“Putin ritiene che la colpa” della crisi alimentare “sia delle sanzioni, perché senza le sanzioni la Russia potrebbe esportare il grano” ha detto il premier. “Ovviamente le sanzioni sono lì perché la Russia ha attaccato l’Ucraina”, ha aggiunto sottolineando che durante la telefonata avuta oggi con Putin “ha parlato quasi solo lui sul piano generale. Per me era importante vedere se si poteva sbloccare la questione del grano bloccato nei porti del mar Nero”.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Imagoeconomica

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