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DA PARADISO A MONDEZZAIO

Il Mar dei Caraibi sembra una di quelle mete intoccabili, dove ognuno di noi vorrebbe trascorrere la vacanza dei suoi sogni, in posti che nell’immaginario collettivo sono bellissimi e incontaminati.
Peccato che questo oggi non sia più così e quei paradisi marini e non solo dove un tempo si potevano trascorrere vacanze, ammirando un mare e dei paesaggi stupendi, stanno diventando sempre più desolantemente delle discariche.

Questo almeno è quanto emerge dal reportage fatto da Caroline Power nota fotoreporter, amante dei paesaggi naturalistici, che con la sua troupe si era recata nel “mare dei pirati” convinta di assistere a ben altro spettacolo rispetto a quello che ha amaramente ammirato.
Giunta a Roatan, l’isola maggiore delle Islas de la Bahia, la Powell ha visto una vera e propria discarica galleggiante, che poi ha prontamente immortalato per sensibilizzare chiunque avesse visto il suo lavoro.

In un’intervista successiva a questo deplorevole spettacolo la fotografa si è dichiarata “disgustata”.
E, d’altro canto, che altro termine avrebbe mai dovuto usare di fronte ad uno scempio simile?
Tonnellate di rifiuti galleggianti di ogni genere, in particolare di plastica, che galleggiano malinconicamente sull’acqua e chissà quanta altra lordura è presente nel fondale marino.

La maggior parte di questi scarti arriverebbe direttamente dal fiume Montagua in Guatemala, per poi giungere, a causa delle forti piogge e delle correnti, nell’oceano.
La soluzione proposta dalla reporter è quella di fermare queste immissioni di rifiuti già a partire proprio dal corso d’acqua dolce.
” Se anche l’1% delle persone che vedono questo video intraprendessero misure per ridurre il consumo di plastica monouso e di polistirolo sarebbe già un grande passo avanti”.
Questo uno dei tanti messaggi postati dalla giornalista dopo la visione di questo triste spettacolo, anche se purtroppo gli interessi economici che sono dietro a questi episodi di inquinamento, sono troppo elevati perchè questo appello possa venire ascoltato.

Il tutto naturalmente, provoca anche gravi conseguenze sull’ecosistema marino, vista la morte di diverse specie causata da queste sostanze inquinanti.
Senza contare i danni per la salute dell’uomo che si ciba di questi pesci contaminati.

L’auspicio, purtroppo poco probabile, è che queste immissioni di sostanze inquinanti non avvenga nel fiume e che vengano promulgate a approvate leggi che impediscano questi comportamenti fortemente lesivi per l’ecosistema.
Digitando in Internet il nome della fotografa e cercando questo suo lavoro ci si può sensibilizzare ulteriormente su questo delicato tema.

A cura di Giacomo Biondi

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