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CONTE GRANDE COMPETENZA CON UE

La Commissione europea ha deciso che non avvierà oggi la procedura per deficit eccessivo contro l’Italia, secondo un’indiscrezione da fonti Ue. E’ quanto si apprende da fonti del ministero dell’Economia che precisano: si tratta di un “accordo tecnico”. Secondo fonti Ue, l’accordo raggiunto con l’Italia prevede la riduzione di investimenti pubblici previsti per oltre 4 miliardi. In totale la flessibilità riconosciuta all’Italia, ha indicato il commissario Moscovici, è stata di 3,15 miliardi (0,175% del pil) per gli eventi eccezionali relativi al dissesto idrogeologico e il Ponte Morandi.

Tria: “Il debito/Pil salirà leggermente nel 2018 ma scenderà nel 2019″, ha annunciato il ministro dell’Economia Giovanni Tria. Il ministro ha poi affermato: ”Il costo del calo del deficit non si riflette sulla manovra. I risparmi vengono dal fatto che le misure partiranno il primo aprile e dunque sono stimate in modo diverso per il 2019 e anche per gli anni successivi, anche se non di molto”.

Così Tria a ‘Porta a Porta’ parlando di reddito di cittadinanza e quota 100. Pronto emendamento alla manovra Pronto l’emendamento alla manovra che recepisce l’esito della trattativa con l’Ue. Secondo quanto si apprende, il governo presenterà le modifiche sui saldi, che prevedono la riduzione dei fondi per reddito di cittadinanza e pensioni, in Commissione bilancio subito dopo l’intervento del premier Conte in Senato. L’emendamento poi passerà in Aula, venerdì. Con l’obiettivo, in una corsa contro il tempo, di incassare il via libera definitivo della manovra alla Camera entro Natale, domenica o al massimo lunedì mattina. Che lo spettro dell’apertura di una procedura europea contro l’Italia per debito eccessivo si stesse allontanando era già nell’aria.

Secondo quanto appreso, infatti, il collegio dei commissari Ue non avrebbe avuto l’intenzione di raccomandare l’avvio dell’iter sanzionatorio perché il negoziato, sebbene ancora in corso, sarebbe già in grado di dare rassicurazioni sulla stabilizzazione del debito e quindi cadrebbe il presupposto per l’apertura della procedura. Decisivo è stato il colloquio telefonico con Valdis Dombrovskis, vice-presidente della Commissione europea dal 2014 ed esponente dei ‘falchi’. I contatti tra il premier Giuseppe Conte, il guardiano dei conti europei e il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici, hanno spianato la strada all’accordo ‘tecnico’ tra Roma e Bruxelles.

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