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COLORE E CALORE NEGLI STADI CERCASI

Colore e calore negli stadi cercasi. 

Se vogliamo essere sinceri fino in fondo, quello che è appena cominciato è sicuramente il campionato meno “atteso” del dopoguerra. Detto ciò si aspetta con morbosa curiosità i risultati che in futuro ne deriveranno. Purtroppo l’ansia e la nostra attenzione sono tornate su altri numeri che per un po’, grazie al caldo periodo estivo, eravamo riusciti a rimuovere. Nuovi contagi, terapie intensive, decessi. Che sia venuto il momento di provare ad andare oltre? A ribellarci? Allo sport serve coraggio. Non certo alla maniera di chi nega questo mai. Forse con un po’ di scaramanzia, poiché non è mai troppo tardi, occorre provarci.

Deve averlo pensato anche il ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora, che ha riaperto a un minimo di pubblico gli eventi sportivi. Infatti, sulla scia dell’ordinanza del 13 agosto emanata dal presidente della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, si sono registrate 3000 presenze all’ippodromo di Cesena per l’Europeo; 9970 a Misano per la MotoGP e 1000 tifosi negli stadi di serie A.

Poi toccherà alla serie B e alla serie C come Cesena. Che Dio ce la mandi buona. Proviamo ad allinearci anche noi, sforzandoci di ritrovare almeno un pizzico dell’entusiasmo che da sempre abbiamo dedicato al pallone. Oggi ne abbiamo un gran bisogno. Bisogno di calcio, del calore e colore del pubblico. Bisogno di gol, di giocate, di parate. Di passione, di tifo, di striscioni, persino di sfottò e di polemiche che pure già sappiamo in gran parte pretestuose anziché no. Di vecchi e nuovi moduli, di sentenze gratuite e premature, del grande repertorio che il football trascina con sé.

Di quelle domeniche della brava gente in cui allo stadio si andava con il vestito della festa, altro che con la felpa sul divano trasformati in automi passivi “zapping” dipendenti. Avete una grande responsabilità, cari ragazzi in maglietta e calzoncini: perché è a voi, anche a voi che chiediamo di aiutarci a ritrovare una parvenza di normalità. E poiché una richiesta tira l’altra, chissà che non siano i più giovani a trascinarci. Le magie di Ibra e Ronaldo sono sempre le benvenute, ma in fondo le conosciamo.

Quelle di Barella e di Tonali, aspettando il ritorno di Zaniolo, sarebbero persino più gradite: perché la sensazione è che stia crescendo una nuova generazione, che indossa i colori azzurri, grande e inattesa. Nota a stelle e strisce: il Parma è americano, diventando così la sesta squadra su venti formazioni di proprietà straniera. Avanti così!!! 

Il vice Direttore Ugo Vandelli – Foto Ansa

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