Sono 1047 i morti attribuibili alle alte temperature dell’ondata di caldo che ha invaso la Spagna. Lo notifica l’Istituto di Sanità Carlos III (ISCIII) gestito dal Ministero della Salute. Nel periodo che va dal 10 al 19 luglio, lunedì e martedì sono stati i giorni con più decessi stimati: 184

Ma “il cambiamento climatico non è un fenomeno nuovo“, ammonisce l’Oms Europa di fronte ai “feroci incendi” e alle “alte temperature record” che continuano, in questa “torrida stagione estiva arrivata appena alla metà“. E le conseguenze del climate change “stanno crescendo anno dopo anno con esiti disastrosi“, afferma il direttore regionale dell’agenzia, Hans Kluge. “Il calore estremo uccide“, avverte, ricordando che “negli ultimi decenni centinaia di migliaia di persone sono morte”.

Adesso però, sottolinea Kluge: “Gli incendi boschivi, ben noti per gli effetti disastrosi nell’Europa meridionale, si stanno osservando fino alla Scandinavia. A Londra, questa settimana, 41 case sono andate distrutte a causa delle fiamme“. Oltre ai roghi, “l’esposizione al calore estremo spesso esacerba problemi di salute preesistenti. Il colpo di calore e altre gravi forme di ipertermia causano sofferenza e morte prematura“, con “bambini e anziani particolarmente a rischio“.

Nel caso della Spagna, si stima che la maggior parte (675 persone) delle oltre 1000 vittime avesse più di 85 anni, 241 fossero tra i 75 e gli 84 e altre 88 tra i 65 ei 74 anni. Gli anziani sono dunque i soggetti più esposti al rischio di colpi di calore potenzialmente letali: disidratazione, scompenso o malattie croniche sono fattori di rischio che bisogna tenere in considerazione.

L’Oms Europa – spiega l’agenzia in una nota – è impegnata a supportare le autorità nazionali e locali nelle attività di preparazione agli eventi legati al caldo estremo. “Piani d’azione completi” che, “quando sono operativi, hanno dimostrato di salvare vite e di rafforzare la resilienza delle comunità e delle persone” nel fronteggiare le ondate di calore.

L’ Ufficio regionale dell’Oms per l’Eurpa fornisce dunque a cittadini, operatori sanitari e a chi si prende cura di pazienti ricoverati in ospedali, case di riposo per anziani o altre strutture di assistenza, 5 consigli pratici:

1) Restare il più possibile al riparo dal caldo, anche di notte, evitando attività fisiche faticose e assicurandosi che bambini e animali non vengano lasciati all’interno di veicoli parcheggiati

2) Mantenere il corpo fresco e idratato, usando indumenti e lenzuola larghi e leggeri, facendo docce o bagni freschi e bevendo regolarmente, evitando alcol, caffeina e bibite zuccherate; se possibile, provare a trascorrere 2-3 ore della giornata in un luogo fresco

3) Mantenere la casa il più fresca possibile, sfruttando l’aria della notte e utilizzando tende o persiane durante il giorno

4) Rivolgersi a un medico se si soffre di una malattia cronica o si stanno assumendo più farmaci. In caso di vertigini, debolezza o ansia, sete intensa e mal di testa intensi, spostarsi in un luogo più fresco

5) Aiutare gli altri tenendo sotto controllo la salute di familiari, amici e delle persone anziane che vivono da sole.

A cura di Elisabetta Turci – Foto Imagoeconomica

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