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ALLA SCOPERTA DELLA CALABRIA ANTICA

La calda estate post lockdown sta privilegiando, per gli spostamenti legati alle ferie, le mete interne. Per chi percorrerà tutto lo stivale un’ occasione irripetibile in riva allo Stretto: da martedì 4 agosto, nella città di Reggio Calabria, riapre totalmente il Museo Archeologico Nazionale ed i visitatori potranno tornare ad ammirare tutti i tesori del ricco patrimonio esposti su quattro livelli, che raccontano l’affascinante storia della Calabria antica, concludendo con la magnifica sala dei Bronzi di Riace, le due famose statue bronzee considerate tra le testimonianze più significative dell’arte greca classica, divenuti simbolo della città.

I Bronzi furono ritrovati nel 1972, in eccezionale stato di conservazione, sul fondo del mar Ionio, nei pressi del comune di Riace Marina, da un appassionato subacqueo durante un’immersione a circa 200 m dalla costa ed alla profondità di 8 m.
Le ipotesi sulla provenienza, sulla datazione e sugli autori delle statue sono diverse. Risalenti probabilmente alla metà del V sec. a.C., si è supposto che i Bronzi fossero stati gettati in mare durante una burrasca per alleggerire la nave che li trasportava o che l’imbarcazione stessa fosse affondata con le statue.

I Bronzi di Riace sono alti 1,98 e 1,97 metri e pesano 160 kg. Raffigurano due uomini completamente nudi, con barba e capelli ricci, il braccio sinistro piegato, e il destro disteso lungo il fianco. Ambedue indossavano un elmo, impugnavano una lancia o una spada nella mano destra e reggevano uno scudo con il braccio sinistro, elementi smontati al momento dell’imbarco per permettere di adagiare sulla schiena le statue e facilitarne il trasporto.

Terminata la visita al Museo, una passeggiata per la città respirando la brezza marina dal Lungomare, definito da Gabriele D’Annunzio come “Il più bel chilometro d’Italia”, che offre incredibili scorci sullo Stretto e sulla sommità dell’Etna.

articolo e foto a cura di Franco Buttaro

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