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DON CIOTTI FOGGIA LIBERA DA MAFIE

Un fascio di rose rosse in viale Candelaro a Foggia, all’altezza del civico 27, dove il 2 gennaio scorso è stato ucciso il commerciante d’auto Roberto D’Angelo. Da qui è partito il corteo contro le mafie organizzato da Libera di don Ciotti che ha attraversato via San Severo, piazza Sant’Eligio, via della Repubblica, via Arpi per poi concludersi in via Lanza.

Familiari in piazza
Ci sono anche i familiari delle vittime di mafia sul palco: i parenti di Francesco Marcone il direttore dell’ufficio del registro di Foggia, ucciso il 31 marzo 1995; i familiari di Giovanni Panunzio imprenditore edile ucciso il 6 novembre 1992 sempre a Foggia; i parenti di Nicola Ciuffreda costruttore assassinato il 14 settembre del 1990. E anche le vedove dei fratelli Luciani, Luigi e Aurelio, due imprenditori agricoli innocenti morti il 9 agosto 2017 nella strage di San Marco in Lamis dove vennero assassinati anche il boss di Mandredonia Mario Luciano Romito e il cognato Matteo De Palma.

“No alla paura”
“Scendete in strada. Se ancora avete dei dubbi che questa manifestazione ha un qualche motivo di inutilità fateveli passare ora. Scendere di casa e state assieme a noi”. Cosi’ la vicepresidente di Libera, Daniela Marcone. “Siamo qui per disinnescare la miccia della paura e della rassegnazione, non possiamo lasciare la responsabilità solo sulle spalle della magistratura e delle forze di polizia”, commenta il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti, alla testa del corteo con circa 8mila persone.

Il sostegno di Conte
Anche il premier Giuseppe Conte aveva dato il suo appoggio: “Il mio pieno sostegno alla manifestazione contro la mafia che si svolge oggi a Foggia. La lotta alle mafie non deve avere bandiere né colori politici. E’ una lotta che deve vederci tutti uniti nella stessa direzione e a difesa della libertà, legalità e giustizia”.

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