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CONTE NON ERA UN VOTO CONTRO IL GOVERNO

“Non era un voto sul governo: non cambio idea oggi. C’è chi ha tentato di costruire questa impostazione ed è rimasto evidentemente deluso”. Ma “io ritenevo questa impostazione impropria ieri e la ritengo impropria oggi”. Così il premier Giuseppe Conte commenta il voto delle regionali con i giornalisti al Quirinale.

“Il voto delle regionali è significativo. C’è chi ha tentato di renderlo un referendum sul governo” ha aggiunto Conte, riferendosi al leader della Lega Matteo Salvini e all’esito delle consultazioni che hanno visto vincere il candidato del centrosinistra Stefano Bonaccini in Emilia-Romagna e la candidata del centrodestra Jole Santelli in Calabria.

L’attacco di Conte a Salvini
“Salvini esce come il grande sconfitto di questa competizione. I cittadini lo hanno inteso come referendum su di lui”, ha aggiunto Conte parlando poi fuori da Palazzo Chigi. Poi ha rincarato la dose: “E’ indegno andare in giro a citofonare additando singoli cittadini. Mi ricorda pratiche oscurantiste del passato: è un dagli all’untore che non possiamo accettare, tantomeno da chi per 15 mesi ha fatto il ministro dell’Interno e aveva una grande responsabilità di perseguire quei reati e ora ha una grande responsabilità come leader d’opposizione. Sono scorciatoie che non possiamo accettare”, ha concluso il premier.

Salvini: Conte lavori per il Paese, non per odio verso di me
Alle parole di Conte ha replicato quasi subito Matteo Salvini: “Leggo che anche oggi il signor Conte passa il tempo ad attaccarmi e a dire che deve lavorare per contrastare me e le destre. Gli ricordo che deve lavorare per il bene degli italiani, non perché odia qualcuno. Chi vive di rabbia e di rancore vive male, poverino. Camomilla per Giuseppi!”, ha detto il leader della Lega. In precedenza, l’ex ministro dell’Interno, uscendo dalla conferenza stampa sul voto in Emilia-Romagna, ai cronisti che chiedevano eventuali ripercussioni sul governo e sull’ipotesi di una caduta dell’esecutivo ha risposto: “Chiedetelo a Conte, io sto preparando un’alternativa per Paese, poi sul governo chiedetelo a loro, chiedetelo a Conte, Grillo, Renzi”.

Zingaretti: “Voto rafforza il governo, spallata di Salvini fallita”
Il voto, secondo il segretario del Pd Nicola Zingaretti, “rafforza il governo perché innanzitutto Salvini ha cercato di dare una spallata al governo. Si è voluto dare al voto un aspetto politico e questo tentativo è fallito: la maggioranza esce più forte, dobbiamo non essere pigri e Conte deve rilanciare l’azione in modo ancora più forte su temi concreti. Le tasse, il lavoro, la scuola, l’università, la ripresa economica. La maggioranza esce rincuorata mi auguro con meno problemi e più concretezza”.

D’Incà: “Governo avanti, niente speculazioni sul M5s”
In un post su Facebook, in cui ringrazia i candidati Simone Benini e Francesco Aiello per il “lavoro svolto”, il ministro M5s Federico D’Incà scrive: “I numeri, come quelli venuti fuori dalle regionali in Emilia Romagna e in Calabria, sono un’indicazione importante su cui riflettere, e lo si farà certamente durante gli stati generali del M5s di marzo, ma non possono essere un dato su cui fondare speculazioni in merito al futuro del MoVimento, del Governo o del Paese. L’Esecutivo nazionale sta continuando a lavorare, con un orizzonte fino al 2023, per portare a termine le riforme in programma”.

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