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ARRESTI CONTRO LA MAFIA PUGLIESE

Operazione della polizia contro le famiglie mafiose pugliesi. L’elenco dei reati è lunghissimo: si va, a vario titolo, dall’associazione di tipo mafioso, estorsione, tentata estorsione, al traffico di droga, spaccio, danneggiamento, ai reati in materia di armi, lesioni personali e tentato omicidio, aggravati dalle finalità mafiose. Destinatari dei provvedimenti di custodia cautelare, eseguiti dalle Squadre mobili di Foggia e Bari, sono le famiglie mafiose del Foggiano e nella provincia Barese.

Arresti in 10 provincie Decine gli arresti anche in tutta Italia. I provvedimenti, emessi dal gip di Bari su richiesta della Dda sono stati eseguiti in Puglia e nelle province di Milano, Rimini, Fermo, Ascoli Piceno, Campobasso, Pescara, Teramo, Napoli e Salerno.

Tra i destinatari figurano elementi di primo piano delle famiglie mafiose di San Severo, tra i quali Giuseppe Vincenzo La Piccirella e Severino Testa, ritenuti ai vertici del clan ‘La Piccirella’, oltre a Franco e Roberto Nardino, a capo dell’omonimo clan. A quanto si apprende, gli indagati facevano spesso ricorso alla violenza per l’affermazione della propria leadership sul territorio, basata per gli investigatori anche sulla eliminazione fisica dei rivali.

Nel corso delle indagini sono stati accertati diversi episodi a chiaro sfondo intimidatorio, come nel tentativo di estorsione ai danni di un commerciante, che si è visto danneggiare a colpi d’arma da fuoco l’abitazione, il negozio e l’auto. L’inchiesta contro i clan di San Severo L’indagine coordinata dalla Dda di Bari ha evidenziato il ruolo dei clan di San Severo nel traffico di droga in Capitanata e la spartizione dei proventi illeciti che ha creato tensioni tra i diversi gruppi malavitosi locali. Le indagini sono partite nel 2015 dopo alcuni episodi di sangue a San Severo e successivamente gli inquirenti hanno accertato il traffico di stupefacenti gestito dai gruppi criminali locali, compresi i relativi canali di approvvigionamento dall’estero, anche dall’Olanda.

È la prima volta – si apprende da fonti investigative – che viene contestata l’associazione di tipo mafioso (416 bis) alla criminalità organizzata di San Severo, riconosciuta come autonoma e indipendente rispetto alle organizzazioni mafiose di Foggia.

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