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A CHI FACCIAMO LA GUERRA?

Ammetto di non essere gran che intelligente, ma ci sono cose che escono dal campo della mia personale comprensione e della (sempre mia) logica e mi fanno pensare per cercare una risposta che però non riesco a darmi.

In questi giorni sono due, in particolare, le cose che non riesco a capire, la prima delle quali è se facciamo “guerra” ai migranti oppure alle ONG? Domanda stupida? Forse, ma mi viene difficile pensare come si possano tenere una quarantina di persone in mare per alcune settimane e vietare alla nave che li ha caricati di entrare in un nostro porto, quando invece ne arrivano, completamente indisturbati, anzi, pure sbarcati dalla nostra Marina Militare dieci volte di più a settimana su barchini e natanti vari, oltre a tutti coloro che passano il nostro confine via terra o magari ci vengono rimandati indietro, via aereo, da altri stati europei!

Può essere che le ONG facciano tratta di persone e quindi siano fuorilegge, ma tutti gli altri? Ma non dovevamo impedire a chiunque di entrare più o meno clandestinamente nel nostro bel Paese e “rubarci” il lavoro ed i lauti salari che questo comporta, riducendoci a dover elemosinare il reddito di cittadinanza? Adesso capisco perché questo è riservato praticamente solo agli italiani, perché il lavoro da noi lo trovano solo i clandestini!!!!

Quindi la guerra la facciamo alle ONG? Mi verrebbe da rispondermi di sì, anche perché di tutti coloro che la “fanfara” tuonava espulsione, nessuno è con i piedi fuori dai nostri confini e allora? 

Certo le ONG non capisci mai chi sono e da dove arrivano, tra barca tedesca, porto olandese, capitana ancora tedesca che disobbedisce al “comandante in capo” e come tale andrebbe trattata alla stregua dei commandos della seconda Guerra Mondiale: fucilazione sul posto e, come dice qualcuno, affondiamo la nave, anche se ancora non si è capito se mandiamo a fondo anche chi è a bordo!

Dunque guerra a quaranta clandestini e porte aperte tutti gli altri, dipende solo come hai scelto di arrivare in Italia, che è come dire andare da Torino a Roma più velocemente con un locale che ferma anche nelle stazioni abbandonate, piuttosto che sopra il Freccia Rossa, ma è sempre una questione di scelte!

La seconda domanda è sui Benetton, perché se dobbiamo mandarli a morte per il Ponte Morandi, poi come facciamo a fargli tirare fuori i soldi per salvare quel buco nero di Alitalia? Certo la tragedia di Genova è stata davvero enorme, anche se la sera stessa c’era chi festeggiava, brindava e rideva (ma quelle sono questioni di primaria importanza politica, non puoi non andarci e neppure evitare di far festa) e chi ancor prima aveva già trovato e condannato i colpevoli ….

I Benetton, certo, e le loro imprese che gestiscono Autostrade, colpevoli di 43 morti per una manutenzione mancata o, a dir poco, fatta usando un  foglio di carta per tenere su tonnellate di fragile cemento armato; indubbiamente il Ponte Morandi era una struttura imponente che, personalmente, mi dava ansia tutte le volte che dovevo passarci sopra e non vedevo l’ora di esserne fuori.

Certo vedere venire giù parte di un viadotto mentre ci passano sopra auto, camion, moto, e vedere tante persone morire, è cosa drammatica, ancora di più se la causa è la scarsa o nulla manutenzione, cui indubbiamente vanno attribuite enormi colpe, che però purtroppo non riporteranno nessuno dei morti in vita; quello che però andrebbe evitato sono i processi subitanei per vantaggi politici, le passerelle di personaggi che per quattro voti appaiono in tv con facce funeree ed il mitra spianato, per poi, una volta spente le telecamere andare a festeggiare il ferragosto, tanto i morti mica scappano!

Bene, se i Benetton sono colpevoli che paghino, ricordando però che ci sono più di una decina di migliaia di lavoratori che non hanno nessuna colpa degli errori di chi li comanda e che hanno diritto al lavoro almeno quanto i dipendenti di Alitalia, anche loro a rischio per la cattiva gestione dei loro posti di lavoro, oppure, secondo i nostri Ministri, ci sono lavoratori con diritti ed altri che ne sono sprovvisti?

Come la mettiamo dunque? Affondiamo qualcuno e salviamo altri, magari proprio con i soldi dei Benetton, che per salvare la compagnia ex di bandiera vanno benissimo? Insomma, facciamo la guerra ai Benetton o ci “servono” i loro soldi per riuscire, per una volta, almeno una volta, a mantenere le mirabolanti promesse ed i festeggiamenti sui balconi, che vanno parecchio di moda, sempre smentiti velocemente dai fatti? 

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani     

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