European Commissioner for Euro and Social Dialogue Valdis Dombrovskis speaks during a media conference at EU headquarters in Brussels, Wednesday, July 24, 2019. The media conference was held for the EU to comment on the governance framework for the Budgetary Instrument for Convergence and Competitiveness, the Anti-Money Laundering Package and the application of the new data protection rules. (ANSA/AP Photo/Virginia Mayo) [CopyrightNotice: Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved.]

Via libera, da Strasburgo, al Green Deal, il nuovo progetto di investimenti della commissione europea. Mille miliardi di euro nei prossimi dieci anni (di cui il 10% destinati alla riconversione economica delle aree maggiormente dipendenti dai carburanti fossili), per finanziare investimenti sostenibili che possano trasformare radicalmente il modo di produrre e di consumare in Europa. “Vogliamo raggiungere emissioni zero entro il 2050. Non possiamo fallire” ha detto il vicepresidente della Commissione europea all’Economia Valdis Dombrovskis nel suo intervento alla plenaria del Parlamento europeo.

Dombrovskis: “Emissioni zero entro il 2050”
“Occorre pensare verde”, ha aggiunto Dombrovskis. “Il bilancio Ue contribuirà per circa metà di questo ammontare. Con Invest Europe mobiliteremo 279 miliardi di euro di fondi pubblici e privati per investimenti favorevoli al clima e all’ambientali. Il cofinanziamento nazionale per progetti verdi conta 140 miliardi di euro. Il Meccanismo per la transizione giusta dovrebbe mobilitare 100 miliardi”. L’Ue ha affermato “l’ambizione di fare dell’Europa il primo continente neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050. Non abbiamo scelta. Dobbiamo avere successo. Lo dobbiamo alla prossima generale”, ha detto Dombrovskis. “Il piano di investimenti per l’European Green Deal va incontro a questo obiettivo”.

Il Fondo per la transazione
Partirà subito un Fondo per la transizione, destinato a venire incontro alle riqualificazioni necessarie nei Paesi più dipendenti dai combustibili fossili e nelle aziende più inquinanti. Cento miliardi in totale. A beneficiarne saranno soprattutto Polonia e Germania, ma anche l’Italia dovrebbe ottenerne una fetta, probabilmente intorno ai 4 miliardi. Le risorse potrebbero essere utilizzate in particolare per situazione come quella dell’ex Ilva di Taranto, grazie anche al fatto che l’Europa è pronta ad allentare le stringenti regole sugli aiuti di Stato quando si tratterà di intervenire con soldi pubblici per riconvertire alcune aziende strategiche in chiave green. Altri beneficiari potrebbero essere la Sardegna, fortemente dipendente dal settore minerario e petrolchimico, e la zona della Pianura padana, ricca di imprese ma fortemente inquinata.

Sassoli: “Nuovo modello di sviluppo europeo”
“Il Green Deal è la scommessa di un nuovo modello di sviluppo europeo”, il commento del presidente del Parlamento europeo David Sassoli. “Naturalmente oltre alla metodologia noi lo vogliamo robusto con risorse adeguate, mi sembra che anche su questo si siano fatti dei passi in avanti – ha aggiunto – e che alcuni meccanismi possano consentire ai nostri paesi di attingere ad un fondo sufficiente forte”.

Gentiloni: “Rivedremo la normativa sugli aiuti di Stato”
“Rivedremo, possibilmente correggeremo, la normativa europea sugli aiuti di Stato in linea con gli obiettivi politici del Green deal”. Così il commissario Ue all’economia, Paolo Gentiloni, presentando il Piano europeo per gli investimenti sostenibili. Nel testo adottato dal collegio dei commissari, si indica la fine del 2021 come scadenza entro la quale effettuare tale revisione. “Aspetto di discutere su come trattare gli investimenti sostenibili nell’ambito delle regole di bilancio Ue, ovviamente preservando le salvaguardie contro il rischio di sostenibilità del debito”, ha aggiunto.

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