A chi sorriderà la ventottesima giornata di Serie A, considerando innanzitutto lo scontro di vertice tra Napoli e Milan?
E l’Inter saprà approfittare dell’affrontare l’ultima in classifica, per giunta in casa?
Tante sono le attese per questa giornata importantissima non solo per quanto riguarda il vertice, dato che l’Europa non è solo Champions e che dietro i giochi retrocessione sono da scrivere, ancora tutti o …. quasi.

A dare il via ai giochi è proprio l’Inter, data in crisi, incapace di andare in rete, specie con il “Toro” Martinez, ed in calando di condizione.
Questo però a San Siro era ieri, dato che Lautaro segna una tripletta e si porta a casa il pallone, quello che Dzeko tenta di contendergli, fermandosi alla doppietta di un 5-0 che fa specie solo per l’Inter vista ultimamente e raddoppia quello andato in onda a Salerno.

Ad inaugurare il sabato pensano Udinese e Sampdoria, che dopo tredici minuti potrebbero pure andare sotto la doccia, dato che tutto succede tra il terzo ed il tredicesimo minuto, per un 2-1 che fa felice Cioffi ed imbestialire un Giampaolo che, ad oggi, non ha cambiato di una virgola la Samp (ma è vero che lui ha bisogno di tempo).
Mentre finiamo il thè, vanno in campo Roma ed Atalanta, con Mou che supera un Gasp che ormai non si presenta più davanti ai microfoni, al di là del comportamento arbitrale, che questa volta mette le contendenti sullo stesso piano di un rosso ciascuno, che però fa più male a qualcuno.

I giallorossi con i tre punti raggiungono i nerazzurri in classifica, ma se la Juve vince …. il distacco dice -6.
Serata sull’isola (dei più o meno famosi) con il Cagliari che chiede strada, e tre punti, alla Lazio, senza sapere quale Sarri-band si troverà tra i piedi.
Purtroppo per Mazzarri ed i suoi, la Lazio è quella stellare ed il 3-0 finale è scritto davvero dalle stelle; così la Lazio sogna, mentre il Cagliari …. spera e basta.
Domenica l’aperitivo lo prendiamo in Liguria, dove gli azzurri dell’Empoli non battono il Genoa, e fanno un altro passo verso la salvezza, mentre i rossoblù il cammino lo fanno verso la retrocessione.

I rossoblù tirano diciotto volte in porta, ma non fanno gol neppure a porta vuota ed hai voglia a dire che non perdono più, dato che il problema vero è che non vincono e sei pareggi di seguito hanno una sola morale che si scrive: retrocessione.
Pomeriggio spettacolare a Venezia, dove il Sassuolo vince 4-1 e si vedono quattro rigori, roba che manco si giocasse a: tre angoli, un rigore!
Il Sassuolo è in stato di grazia, specie nel trio d’attacco, meno in difesa, cosa di cui non riesce ad un Venezia che si consola unicamente grazie alle sconfitte delle avversarie.

Frena invece la Fiorentina, che non va oltre l’1-1 casalingo, ma il Verona è tutto salvo che un avversario comodo.
Italiano è indubbiamente un bravo allenatore, ma Tudor non gli è da meno ed il suo Hellas non è più una sorpresa e nonostante l’inizio da incubo ha il sogno europeo non così distante.

Se a Venezia c’è il carnevale del rigore, a Bologna il Torino può ben dire di avere una maledizione con arbitro e VAR, che non vedono un rigore stupido quanto sesquipedale, come lo stesso Mihajlovic ha ammesso.
La partita non è granché, ma i granata dimostrano anche di non avere amica neppure la fortuna, con il portiere avversario ancora una volta migliore in campo, ed il proprio che potrebbe tranquillamente fermarsi al bar.

Mezza sera con la Juve che vede il risveglio di Morata e mette in tasca altri tre punti che rafforzano il quarto posto.
Nei commenti del dopo partita ci sono gli immancabili se e ma, che però non contano un fico secco, dato che bene o male, la Juve vince ed i contenuti restano fermi ad altri tre punti messi in carniere ed il posto Champions non è più il solo discorso di casa bianconera.
Finalmente arriva il “momento” della giornata, un Napoli-Milan atteso come ai bei tempi di Maradona e Gullit, e che come allora potrebbe essere decisivo per lo scudetto, pur se adesso c’è un terzo incomodo non da poco e, magari, pure un quarto.

Pronti via e le prime emozioni sono le polemiche per due possibili rigori, uno per parte, che sollevano polveroni da tastiera e null’altro, almeno per il signor Orsato.
Come spesso accade in partite del genere, ci si annulla a vicenda e serve un episodio favorevole a sbloccare il risultato; episodio che Calabria innesca e Giroud trasforma nel vantaggio rossonero.

La rete non sveglia il Napoli, almeno nel modo atteso e prima del triplice fischio finale è più il Milan a sfiorare il 2-0, che non gli azzurri il pareggio.
Rossoneri nuovamente soli al comando, tallonati dall’inter, che deve recuperare la trasferta a Bologna, mentre segna il passo il Napoli, non tagliato fuori dalla lotta scudetto, ma che certamente ha perso una grandissima occasione.
Per lo scudetto nulla è scritto in una stagione dove in realtà tutto può succedere, davanti come in fondo alla classifica.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

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