Il virologo Lorenzo Pregliasco

L’Istituto per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma sarà “presto pronto a partire con il vaccino del monkeypox e attende dal ministero le modalità di reclutamento”. Lo comunica l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. Il vaccino, secondo quanto si apprende sempre dalla Regione, prevede una prima dose e un richiamo da somministrare dopo un intervallo di 2-3 mesi. Regione Lazio precisa di essere in attesa, oltre che delle norme per il reclutamento, anche dell’indicazione delle fasce di età.

In serata è arrivata la comunicazione da parte del dicastero retto da Roberto Speranza secondo cui, “in specifici contesti ambientali ed epidemiologici, sulla base delle valutazioni delle autorità sanitarie, potrebbe essere richiesta l’applicazione di misure quarantenarie”. Nella circolare in cui si aggiorna sulla situazione del monkeypox circa la segnalazione dei casi viene inoltre precisato che “i contatti stretti devono essere identificati il prima possibile e informati della loro esposizione e del rischio di sviluppare l’infezione”, si legge ancora nel documento. Per i contatti con esposizioni a basso rischio “è possibile adottare la sorveglianza passiva, autocontrollarsi e informare il proprio medico di famiglia”.

Il commento di Fabrizio Pregliasco (Università Statale di Milano)

“Il vaiolo delle scimmie è un virus che nelle sue variazioni ha ridotto un po’ la sua sintomatologia. In Africa i casi si riferivano a persone devastate da vescicole al volto, al torace e al palmo delle mani, mentre ora molte forme si riferiscono a qualche vescicola al pube. Ha quindi una grande capacità diffusiva dal punto di vista del comportamento dei singoli” commenta il virologo dell’università Statale di Milano, Fabrizio Pregliasco. Il cosiddetto monkeypox in Italia ha fatto registrare 400 casi.

“Quello che ci fa paura – aggiunge il professor Pregliasco – è che ci possa essere un contagio su alcuni roditori e che diventi endemico, perchè in Africa si trasmette attraverso i morsi dei topi. Qui da noi la via principale è invece legata alle vescicole che si rompono durante un atto sessuale”. Per Fabrizio Pregliasco si tratta, dunque, di un fatto di comportamento e di capacità diffusiva. “È un po’ come il Covid, e anche se ha una minore capacità di diffusione lo si prende stando vicino ad una persona infetta. Questo può accadere anche attraverso i droplets (le goccioline di saliva che fuoriescono dalla bocca quando si parla, ndr), anche se è necessaria una vicinanza notevole. Può essere trasmesso anche con il liquido seminale ma il contagio avviene soprattutto attraverso lo sfregamento delle vescicole piene di virus” conclude Pregliasco.

A cura di Televideo – Foto Imagoeconomica

Redazione IL POPOLANO

La Cesenate

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