I test condotti fino a questo momento sugli animali, lasciano aperta la speranza di un vaccino contro il virus Zika per curare l’uomo; entro fine anno si potrebbe passare infatti alla sperimentazione umana.

I risultati degli esperimenti sono stati pubblicati sulla rivista Nature e sono stati condotti da un gruppo di ricercatori coordinato da Stephen Thomas, del centro di ricerca dell’esercito statunitense Walter Reed, e Dan Barouch, dell’università di Harvard e del centro di ricerca medico Beth Israel Deaconess, a Boston.

Da quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito l’infezione da virus Zika una emergenza per la salute pubblica mondiale, lo sviluppo di un vaccino è diventato prioritario.

Ricordiamo infatti che tale virus puuò causare problemi neurologici, come una rara condizione che porta alla paralisi (sindrome di Guillain-Barré), ed è particolarmente pericoloso per le donne in gravidanza, in quanto può causare una malformazione del feto in cui il cervello non riesce a crescere normalmente (microcefalia).

I ricercatori hanno realizzato due tipi diversi di vaccini e li hanno testati sui topi, ottenendo delle risposte positive: un vaccino a Dna che prevede direttamente l’inserimento nelle cellule di un tratto di Dna con le istruzioni per combattere l’infezione, e un vaccino tradizionale basato su virus inattivato isolato a Porto Rico.

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