Un evento tragico che ha segnato la memoria del Paese e sul quale, a 42 anni di distanza, vi sono ancora molti punti da chiarire. Ustica, 27 giugno 1980, il volo di linea IH870 Bologna-Palermo della compagnia Itavia decolla dall’aeroporto di Borgo Panigale con destinazione l’aeroporto di Palermo Punta-Raisi, precipitando nel Mar Tirreno meridionale, nel tratto compreso tra le isole di Ponza e Ustica. 81 vittime, nessun superstite tra passeggeri ed equipaggio.

“Chiediamo la verità sugli autori e sulle responsabilità – sottolinea il Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini – sgombrando definitivamente il campo dagli ostacoli e dai tentativi di depistaggio che hanno finora impedito di fare piena luce su uno degli episodi più gravi e oscuri della storia repubblicana, un vero e proprio atto di guerra nei cieli italiani in cui hanno perso la vita 81 persone.

C’è una sentenza che oltre 20 anni fa ci ha consegnato una verità giudiziaria. Eppure ancora oggi non abbiamo una ricostruzione condivisa e definitiva di quanto accadde, delle circostanze e delle dinamiche. E questo è inaccettabile per un Paese civile.

Rinnoviamo dunque il nostro invito alle Istituzioni, alla politica, alla magistratura. E’ necessario un impegno comune anche sul piano diplomatico affinché sia fatta piena luce su quest’altra drammatica vicenda che ha colpito il nostro Paese. Lo dobbiamo prima di ogni cosa alle vittime e ai lori familiari, a cui ci stringiamo. Lo dobbiamo ai nostri giovani, cui vogliamo trasmettere i valori della verità, dei diritti di convivenza civile, del rispetto delle leggi, della memoria.

All’ Associazione dei familiari delle vittime – conclude Bonaccini – e alla presidente Daria Bonfietti va il grazie dell’intera comunità regionale e di quella nazionale per la tenacia con cui in questi anni si sono spesi per evitare che calasse il silenzio su questa vicenda e per la piena affermazione della verità. Anche per questo è importante ragionare sul futuro del Museo per la Memoria di Ustica a Bologna, per farne un polo culturale, centro di documentazione e ricerca, aperto anche al mondo della scuola”.

articolo e foto a cura di Franco Buttaro

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