Oggi le forze dell’ordine hanno disposizioni alquanto rigide per fare ricorso all’uso delle armi. I casi continui di cittadini uccisi dagli agenti negli Stati Uniti non si sarebbero pertanto potuti verificare in Italia. Per fare un parallelo tra americani e italiani, le differenze nelle tecniche operative delle forze di polizia sono evidenti e su poli diametralmente opposti.

Oggi, le regole in Italia, sull’uso legittimo delle armi per gli appartenenti alle agenzie di sicurezza, non ammettono abusi o eccessi. La mano alla pistola è possibile, solo se inevitabile, ma niente “autorizza” ad avere il grilletto facile.

In concreto l’utilizzo delle armi da fuoco deve considerarsi solo una soluzione estrema. Da un documento “riservato” messo a punto in un recente passato dal Capo della polizia – direttore generale della Pubblica Sicurezza – emerge che non sono ammessi abusi o eccessi. In sintesi i principi generali sono: a) necessità di difesa quando vi è pericolo per la vita e l’incolumità fisica propria e/o di altre persone; b) risposta a una resistenza attiva che mette in pericolo la vita propria e/o di altre persone; c) immediatezza e attualità della minaccia; d) proporzionalità dell’intervento; e) inevitabilità dell’uso delle armi.

Inoltre, non è ammesso l’uso delle armi da fuoco nel caso di fuga, salvo che questa sia realizzata con modo tale da costituire una minaccia grave e imminente per la vita dell’operatore e/o di altre persone. In merito all’uso della forza fisica, non devono essere inferti colpi sul viso o in parti vitali del corpo e non deve essere compromessa o minacciata la possibilità dell’interessato di respirare. Sono ancora vivi il ricordo delle morti tragiche negli Stati Uniti, nonchè di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi nel nostro Paese.

Nell’altro distinguo tra Usa e Italia, appare evidente che nel nostro Paese l’uso legittimo delle armi da parte delle forze di polizia è giustificato solo all’interno di limiti ben precisi, poiché gli operatori sono addestrati non per eliminare il soggetto, ma per vincere la resistenza e poi immobilizzarlo. Nel sistema americano, invece, è vero che c’è un eccesso di durezza, ma è altrettanto vero che c’è anche più rispetto per l’autorità costituita. Purtroppo è innegabile che lo Stato italiano non offre tutela legale agli agenti, così com’è in pratica scomparso il reato di oltraggio a pubblico ufficiale.

Non è umanamente possibile nascondere che il vero problema negli Stati Uniti è la diffusione troppo “allegra” delle armi; mentre in Italia, la normativa, forse troppo garantista, può mettere in condizioni di difficoltà gli operatori di polizia, ma certamente serve a salvare vite innocenti.
Nell’era dei social l’attenzione è molto accentuata; pertanto, le armi, anche all’interno del quadro normativo, meno s’impugnano, meno si usano e meglio è per tutti.

Il vice Direttore Ugo Vandelli – Foto Imagoeconomica

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