Giovedì 19 settembre alle ore 10, nella Sala ISMA – Senato della Repubblica di Roma, sarà presentato ai giornalisti e a tutti i principali stakeholders italiani il nuovo spot sul tema delle MICI, Malattie infiammatorie croniche intestinali, girato dal regista Paolo Genovese, volto a sensibilizzare la popolazione su Colite Ulcerosa e Malattia di Crohn. L’obiettivo della nuova campagna sociale è quello di sensibilizzare e informare l’opinione pubblica su queste patologie e sul loro impatto nella vita dei pazienti. Lo spot intende inoltre fornire un messaggio di speranza agli oltre 200mila pazienti italiani, tra cui molti giovani e giovanissimi, che ne sono colpiti, perché convivere con la Malattia di Crohn o la Colite Ulcerosa è possibile, anche senza rinunciare ai propri sogni, come conferma l’atleta della Nazionale di nuoto Simone Sabbioni, testimonial di IG-IBD.
“Crediamo fortemente che la migliore linea da seguire sia quella di coinvolgere tutte le forze interessate, rappresentanti dei pazienti in primis, per poter sensibilizzare e informare la popolazione – spiega Alessandro Armuzzi, Segretario Generale IG-IBD – E’per questo che abbiamo deciso di coinvolgere Paolo Genovese, che si è dimostrato molto sensibile su tali temi. Il regista ha rappresentato per immagini la storia di un paziente che è riuscito ad affrontare la malattia senza mai scoraggiarsi e perseguendo sempre i suoi obiettivi. Crediamo che il risultato ottenuto da Genovese possa essere un valido messaggio di speranza e di conoscenza per tutti i pazienti affetti da MICI e per tutta la popolazione”.

PRIMO OBIETTIVO: RICONOSCERE LA MALATTIA – Purtroppo, sebbene negli ultimi anni se ne stia parlando sempre di più, è ancora scarsa la conoscenza in fatto di MICI. Anche negli stessi malati che non sanno di esserlo. Si stima, infatti, che il ritardo diagnostico tra l’insorgenza dei sintomi e la diagnosi, sia di circa 2 anni, il che determina un decorso della malattia più importante. “Le conoscenze acquisite – spiega Enrica Previtali, Presidente Amici Onlus – ci dicono che il ritardo diagnostico spesso determina una malattia più aggressiva con frequenti ricoveri, ricorso alla chirurgia, che necessita dell’utilizzo di farmaci più costosi, i farmaci biotecnologici. Si può di conseguenza affermare che la diagnosi precoce sia uno degli obiettivi da raggiungere per ridurre i costi a carico del SSN e dei pazienti e per garantire una migliore qualità di vita”.

COSA SONO LE MALATTIE INFIAMMATORIE CRONICHE INTESTINALI (MICI) – Sono oltre 200mila gli italiani stimati che soffrono di MICI, malattie infiammatorie croniche intestinali (conosciute anche come IBD – Inflammatory Bowel Disease, secondo l’acronimo anglosassone). Si tratta di patologie tipiche dell’età giovanile, perché, in generale, il picco di esordio è generalmente compreso nella fascia tra i 15 e i 30 anni. Queste malattie, caratterizzate nel loro decorso dall’alternarsi di fasi di riacutizzazione e di remissione, con danno intestinale progressivo, si distinguono in due tipi principali: la Malattia di Crohn (MC) e la Colite Ulcerosa (CU). Il 20% di tali patologie esordisce addirittura in età pediatrica, provocando una condizione che spesso non permette di svolgere le normali attività quotidiane, nonché sintomi che si preferisce nascondere, e spesso anche l’isolamento dei soggetti malati.

A cura di Salvo Cagnazzo – Studio Diessecom

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