Dopo quarantadue anni da quel terribile giorno, nel quale mi trovavo in servizio di ordine e sicurezza pubblica alla stazione di Bologna, come ogni anno, sarò presente alle commemorazioni, per ricordare quel tragico evento che non si può dimenticare, mentre nuovi e inquietanti scenari si aprono sulla strage.

Il 2 agosto 1980, alle 10.25, nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna Centrale, esplose un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, che uccise ottantacinque persone e ne ferì oltre duecento. È uno degli atti terroristici più gravi del secondo dopoguerra. L’esplosione, che si sentì nel raggio di molti chilometri, causò il crollo di un’ala intera della stazione, investendo in pieno il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario e il parcheggio dei taxi antistante.

Nel 1995 furono condannati all’ergastolo quali esecutori dell’attentato due neofascisti dei Nar; mentre l’ex capo della P2, un ex agente del SISMI e due ufficiali del servizio segreto militare furono condannati per il depistaggio delle indagini. Il 9 giugno 2000 la Corte d’Assise di Bologna emise nuove condanne per depistaggio. E’ una vicenda giudiziaria complicata, lenta e discussa, quella per l’individuazione delle responsabilità dell’orrenda strage di Bologna. Una vicenda che ha conosciuto tentativi di depistaggio e che, viceversa, nella ricerca della verità ha trovato molti stimoli nella “Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980”, costituitasi un anno dopo l’accaduto.

Vari i gradi di giudizio che si sono succeduti: iniziano nel 1987, poi l’appello nel 1990 che ribaltò il verdetto di primo grado assolvendo tutti gli imputati, finché il 23 novembre 1995 si giunse a una sentenza definitiva della Corte di Cassazione. Furono condannati all’ergastolo, quali esecutori dell’attentato, i neofascisti dei Nar Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro (che si sono sempre dichiarati innocenti, pur avendo apertamente rivendicato vari altri omicidi commessi in quegli anni). Furono invece condannati a dieci anni, per il depistaggio delle indagini, l’ex capo della loggia massonica “P2” Licio Gelli, l’ex agente della SISMI Francesco Pazienza e due alti ufficiali Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte, rispettivamente generale e colonnello del servizio segreto militare.Nel 2007 fu poi condannato a trenta anni per l’esecuzione della strage anche Luigi Ciavardini (minorenne all’epoca dei fatti).

Restano tuttora ignoti i mandanti della strage. Nel 2017 è stato rinviato a giudizio per concorso nella strage di Bologna, il terrorista dei Nar Gilberto Cavallini. Nell’ambito di questo procedimento fu richiesta una nuova perizia sui reperti della stazione ancora conservati. In questa perizia fu segnalato il ritrovamento di quello che potrebbe essere stato utilizzato come interruttore per fare esplodere la bomba. Il 9 gennaio 2020 Cavallini, sulle cui spalle pesavano già otto ergastoli, è stato condannato con sentenza di primo grado, per concorso nella strage. Il 6 aprile 2022 ergastolo confermato anche per Paolo Bellini, ex di Avanguardia Nazionale, accusato di concorso nella strage.

Il vice Direttore Ugo Vandelli – Foto Repertorio

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