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UNA DOMENICA TRICOLORE

Che festa la domenica italiana dello sport; Ganna si conferma Campione del Mondo a cronometro, gli azzurri tornano ad essere primi nel volley europeo, mentre Pecco Bagnaia trionfa in Moto GP a Misano (e nella Moto 3 ci sono tre italiani sul podio!).

E’ stata una domenica trionfale per lo sport azzurro, con Pecco che fa risuonare l’inno di Mameli sul circuito Simoncelli di Misano, trionfatore dopo una gara di testa e lo “spavento” di un Quartararo in rimonta che, ad un certo punto, pareva dovesse fare un sol boccone di Bagnaia e della rossa Ducati.
Invece, ripreso il fuggitivo, anche il francese ha dovuto chiudere il gas, magari consapevole che rischiare non avrebbe avuto senso, meglio mettersi in tasca venti punti certi che finire a gambe all’aria, dato che Pecco non è certo uno che si fa passare tanto facilmente; la stagione è lunga e per vincere occorre fare anche i “ragionieri”, essere costanti, fare punti su ogni circuito e questo Quartararo lo ha capito benissimo.

Ciò non toglie valore alla vittoria di un Bagnaia bravissimo nell’intero fine settimana, durante il quale è sempre stato al vertice, capace di domare la sua Ducati in maniera fantastica; anche lui giovanissimo, deve fare della regolarità la sua forza, dato che veloce lo è in assoluto, l’esperienza d’altra parte non è cosa con la quale si nasce, ma Pecco ha fatto passi da gigante anche in questo ed in un futuro non troppo distante sarà in grado di lottare non solo per le singole vittorie.
Finite le moto ecco spuntare uno che “sembra” e va come una moto, ovvero Filippo Ganna, confermatosi il migliore di tutti a cronometro, sui 43 chilometri piatti nel nord del Belgio; i tifosi locali sognavano uno scontro tra Van Aert ed Evenepoel, i loro beniamini, giovani e forti quanto basta per ritenerli già dei campioni, magari più timorosi del Campione Europeo, lo svizzero Kung, che da un Ganna battuto proprio nella rassegna continentale, solo pochi giorni fa.

Invece Pippo ha messo tutti d’accordo, dopo una partenza cauta in mezzo alle pochissime curve del percorso ed una progressione che non ha lasciato scampo a nessuno degli avversari; Ganna non sarà mai un corridore da corse a tappe, ma quando c’è di mezzo il cronometro non ce n’è per nessuno, quasi mai.
Il futuro riserverà certo altre soddisfazioni al ragazzone del verbano, che potrà dire la sua non solo nelle gare contro il tempo, ma ha fisico, testa e qualità anche per primeggiare in tante corse di un giorno, compresa la Roubaix, il sogno di molti, ma non per tutti.

In serata è poi toccato alla pallavolo regalarci una nuova grande soddisfazione; superata la “bestia nera” serba in una stratosferica semifinale, c’era la Slovenia a sbarrare il passo alla formazione di Fefé De Giorgi, ma gli azzurri sono stati più bravi di tutti e tutto.
Dopo un’Olimpiade finita troppo presto, e con l’addio di Juantorena e l’assenza per infortunio di Zaytsev, l’Italia si presentava all’Europeo con una formazione che voleva tornare ad essere protagonista; compito non facile vista la concorrenza agguerrita più che mai ed i soliti avversari che nelle ultime occasioni si erano rivelati ostacoli insormontabili.

Invece Giannelli e compagni sono cresciuti partita dopo partita, esaltandosi contro la fortissima Serbia, per ritrovarsi di fronte, all’ultimo ostacolo, una Slovenia altrettanto temibile; il 3-2 finale, con il 15-11 del quinto set, ha dato ragione agli azzurri che hanno messo il cuore oltre l’ostacolo, riportando in Italia un titolo che mancava da sedici anni.

Nello sport di squadra capita di dover rinunciare agli elementi più forti, per mille motivi, ma di essere capaci di sopperire con l’unione a questi ostacoli; a volte la compattezza è l’arma vincente, ed un gruppo unito si ritrova capace di grandi imprese, anche insperate e non solo parlando di pallavolo.
Grande domenica quindi per i tifosi italiani, grande domenica per gli atleti italiani, a volte criticati (giustamente) ma capaci di grandi imprese, qualunque sia lo sport e qualunque siano gli avversari.

Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Lapresse

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