Il Capo dello Stato Sergio Mattarella durante le Commemorazione sulla strage della Stazione di Bologna
Leggendo l’articolo del nostro ottimo Vice Direttore, Ugo Vandelli, relativo all’anniversario della strage della stazione di Bologna, sono tornato con la mente a quel triste giorno.
In realtà il 2 agosto 1980, è uno dei troppi giorni in cui l’Italia pianse morti innocenti, vittime di gente che ancora oggi non so come definire, se non usando parole di grande pesantezza.
Il giorno prima in ufficio, avevamo scherzato con colleghe e colleghi pronti per le vacanze, chi da una parte, chi da un’altra, con una delle ragazze diretta in Puglia, proprio la mattina del 2 agosto, con transito per Bologna.
Credo si possa immaginare come seguimmo le notizie della strage, considerando che non era tempo di cellulari e social; i giornali e la televisione erano i soli mezzi d’informazione e sfogliare i quotidiani il giorno dopo fu non certo lieve, l’elenco dei morti non finiva più, poi c’erano i feriti, più o meno gravi.
Il lunedì la collega telefonò in ufficio, voleva tranquillizzarci, farci sapere che stava bene, essendo passata da Bologna quando tutto doveva succedere; certo era scossa e non poco, salva per fortuna, felice di essere in vacanza, pur se al ritorno ci raccontò come quella non era stata la solita spensierata vacanza ed il passare nel luogo della strage le avesse lasciato un senso di angoscia che non si placava.
Quelli furono anni tremendi, con troppe inutili morti, vittime di menti distorte, persone che volevano cambiare una società che non piaceva, ma che non riuscirono a stravolgere nonostante l’appoggio di tanta gente, compresi alcuni che avrebbero dovuto essere dall’altra parte, dalla parte della gente, dello Stato.
L’Italia non è il solo Paese in cui si sono vissuti momenti difficili, stragi di persone che il destino ha voluto nel posto sbagliato, nel momento sbagliato; però in Italia queste stragi, quasi tutte, attendono ancora si possa scrivere la parola fine, l’individuare esecutori ma, soprattutto, i mandanti, così da rendere finalmente giustizia a chi ha pagato con la vita e merita di riposare in pace.
Il Direttore Maurizio Vigliani – Foto Imagoeconomica

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