PROIEZIONE IN ANTEPRIMA DEL DOCUMENTARIO SULLA FIGURA DEL GIUDICE ROSARIO LIVATINO
La vita ha un limite di tempo, prima o poi arriva la sua fine e certamente gli ottantatre anni vissuti da Romano Fogli sono stati ben spesi.
La notizia della sua dipartita mi ha fatto tornare in mente le volte che l’ho incontrato, non molte a dire la verità, ma abbastanza per poterne apprezzare la simpatia, la verve, la conoscenza calcistica e non solo.
Ho conosciuto Romano Fogli a Chieri, in occasione di una giornata dedicata ai ragazzini, organizzata da Don Aldo Rabino; un Torneo con tante formazioni di Serie A presenti, dal Torino alla Juventus, l’Inter, il Milan, Sampdoria e Genoa, il Cuneo ed ovviamente il Chieri. Una giornata lunga e festosa, durante la quale un altro ex granata mi ha presentato un signore in piena forma, nonostante avesse superato i settant’anni, con ancora la voglia di cimentarsi in campo e, sinceramente, in possesso di un tocco di palla stupefacente.
Quel signore era proprio Romano Fogli, che mi ha raccontato dei suoi inizi in granata, la cessione al Bologna, dato che le casse granata erano in profondo rosso e quindi, gli anni al Milan; un racconto da seguire con piacere e curiosità, fatto da chi mi vedeva per la prima volta ma mi trattava come un vecchio amico.
Confesso che non mi sono accorto del tempo che passava e mi è quasi dispiaciuto quando è arrivata l’ora della cena, insieme a tanti altri ex calciatori del passato più o meno recente, alcuni dei quali mi facevano tornare il bimbo sognante il Toro.
Ho rivisto Fogli un paio di anni dopo, dove non mi sarei aspettato di vederlo; era il 2 gennaio ed eravamo a Castellania, il paese natale di Fausto Coppi, a celebrare il ricordo della scomparsa del Campionissimo. Ci siamo incrociati con Fogli in mezzo alla calca, io non lo avevo visto, ma è stato lui ad avvicinarsi e salutarmi con calore, mentre la neve veniva giù copiosa ed imbiancava il paesaggio di quella fredda giornata invernale; finita la cerimonia c’è stato il tempo di prendere un caffè, scambiare quattro chiacchiere, fare qualche domanda sui suoi trascorsi calcistici, che ti raccontava come fossero appena accaduti.
Ho rivisto ancora una volta Fogli, non tanto tempo dopo, in occasione di un’altra festa granata, all’Oasi Vicuna, sempre presente alle chiamate di Don Aldo, sempre schietto e vivace, da buon toscano, sempre pronto a raccontare, soddisfare le domande dei presenti, senza mai un cenno di stanchezza, o di poca voglia.
Ieri la triste notizia della sua scomparsa, per andarsene lassù, dove non mancherà certamente di dare quattro calci ad un pallone, ritrovando compagni ed avversari di un tempo, ricordando Scudetti e Coppe Campioni vinti, da protagonista, sempre.
Il Direttore responsabile Maurizio Vigliani – Foto Footballnews

 

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