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UE COSTRUIRE UNIONE DELLA SANITA’

Mentre Boris Johnson cerca di spiazzare i piani Brexit con l’Europa, il Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen va giù dura rincarando la dose verso il premier britannico, ma poi vira e passa al discorso sanità: “Fragilità e opportunità sono le due parole, sullo stato dell’Unione, che sta tenendo davanti alla plenaria del Parlamento europeo, a Bruxelles.

“Gli europei vogliono uscire da questo mondo del coronavirus, da questa fragilità, fuori da questa incertezza sottolinea – Sono pronti per un cambiamento e sono pronti ad andare avanti. Questo è il momento per l’Europa per allontanarsi da questa fragilità e verso una nuova vitalità”. Poi ha aggiunto: “Dobbiamo costruire una unione della sanità” anticipando che “assieme al presidente Giuseppe Conte, in occasione della presidenza italiana del G20, organizzerò un vertice mondiale sulla sanità in Italia (con molta probabilità a Roma) e questo dimostrerà agli europei che l’Europa c’è ed è pronta a proteggerli”.

No a nazionalismi su vaccini
“Non basta trovare un vaccino, dobbiamo garantire che i cittadini di tutto il mondo vi abbiano accesso – dice von der Leyen – il nazionalismo dei vaccini mette a rischio le vite, solo la cooperazione può salvare le vite”.

Tutti nell’Ue devono avere salari minimi
Parlando inoltre di economia sociale, il Presidente della Commissione europea ha tenuto a precisare: “Tutti nell’Unione devono avere i salari minimi, anche attraverso la contrattazione collettiva. Funzionano ed è giunto il momento che il lavoro ripaghi”. La verità è che per troppe persone il lavoro non paga, il dumping salariale distrugge la dignità del lavoro e penalizza gli imprenditori, distorce la concorrenza del mercato interno, e bisogna porre fine a questa situazione – prosegue von der Leyen – La Commissione avanzerà una proposta su una normativa per sostenere gli stati membri e istituire un quadro sui salari minimi”. Sostegno a economie ma bilanci sostenibili “L’accordo su Next Generation Eu è stato un accordo storico, ma ora dobbiamo cogliere questa opportunità per riforme strutturali nella nostra economia” spiega Ursula von der Leyen che ha ricordato come l’economia europea subirà un calo del Pil del 12% a causa della pandemia e ha ribadito che la risposta europea per sostenere le economie dei 27 è stata “forte”, tuttavia, ha aggiunto, “bisogna trovare un equilibrio tra il sostegno finanziario e la sostenibilità dei bilanci”. Poi aggiunge:”Abbiamo una nuova strategia per Schengen per rafforzare il mercato interno”.

La Presidente ha anche sottolineato che “è il momento di ‘cogliere il momento per fare le riforme strutturali, completare l’unione bancaria e del mercato dei capitali’.

Abbattere emissioni del 55% entro 2030
Per raggiungere gli obiettivi del Green Deal, “occorre abbassare almeno del 55%” le emissioni di CO2 nell’Ue rispetto al precedente obiettivo del 40% sottolinea la presidente della Commissione europea. La tedesca ha poi precisato che il nuovo traguardo è “eccessivo per alcuni e non sufficiente per altri”.”Ma la nostra analisi di impatto dimostra che se l’Unione europea raggiungesse questo nuovo obiettivo sarebbe sulla giusta strada per raggiungere neutralità climatica entro il 2050 e rispettare accordi di Parigi”. Migranti: salvare vite, ma servono rimpatri “La crisi migratoria del 2015” ha avuto gravi conseguenze che rappresentano “una ferita ancora aperta”, ma “possiamo trovare una soluzione”. Così la presidente della Commissione europea.

Con il ‘Nuovo patto Ue per la migrazione e l’asilo’, che la Commissione annuncerà la settimana prossima, “noi assumeremo un approccio umanistico e umano”. “Il principio è: salvare vite in mare, questo non è opzionale”, ha sottolineato. “E quei Paesi che rispettano obblighi giuridici e morali devono contare sulla solidarietà dell’Unione” ma “dobbiamo distinguere coloro che hanno diritto di rimanere da coloro che non ne hanno diritto”. Da qui una maggiore cooperazione annunciata dalla von der Leyen “in materia di asilo e rimpatri”.

“Aboliremo il regolamento di Dublino”
“Nel nuovo piano” sulle migrazioni che sarà presentato, “verrà abolito il regolamento di Dublino e sarà sostituito da un nuovo sistema di governance”, ha sottolineato la presidente della Commissione europea. Status familiare in tutta Ue e diritti Lgbtq “Proporremo di allungare la lista dei crimini di incitamento all’odio, sia che si tratti di matrice razziale, di genere o di orientamento sessuale, l’odio non va tollerato” ha dettoancora la presidente della Commissione europea. La tedesca ha anche citato casi di cronaca legati alle discriminazioni degli afroamericani negli Usa e degli ebrei in Europa. “Essere se stessi non è la vostra ideologia è la vostra identità e nessuno potrà mai rubarvela”, ha detto la presidente.”Le zone LGBTQ-free non trovano spazio nell’Unione”, ha detto riferendosi alle amministrazioni polacche che si sono dichiarare ‘libere’ dall’omosessualità. “Chiederò il mutuo riconoscimento dello status familiare – ha annunciato – perchè se si è genitore in un Paese, si è genitore in ogni Paese” dell’Unione europea.

Brexit: Non faremo passi indietro “Ogni giorno che passa si stanno stanno allontanando le possibilità accordo” con Londra, “c’è sempre meno tempo. Ci sono voluti 3 anni per mettere a punto l’accordo di recesso, il risultato garantisce i diritti dei cittadini, l’integrità del mercato unico e gli accordi del Venerdi santo. Non faremo mai un passo indietro” spiega von der Leyen riferendosi a Brexit. L’accordo “non può essere cambiato è un a questione di diritto, di fiducia e di buona fede”, ha aggiunto. Von der Leyen ha citato l’ex premier britannica Margaret Thatcher, secondo cui ‘la Gran Bretagna non viola i trattati’. “Questa frase era vero allora ed è vera ancora oggi – ha continuato la presidente della Commissione – la fiducia è il fondamento di qualsiasi partenariato forte tenendo presente che non faremo sconti al premier britannico”.

Il Direttore editoriale Carlo Costantini – Foto Ansa

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