VITTORIO MESSINA CONFESERCENTI

La crisi del settore turistico non si placa e continua a mietere un saldo negativo. Il bilancio 2021 è il peggiore degli ultimi 5 anni. Le imprese della ricettività e dei servizi turistici che hanno chiuso i battenti nell’anno da poco passato sono 4.116. Un’accelerazione delle chiusure che non è stata compensata da nuove aperture: in dodici mesi sono state iscritte solo 1.916 nuove imprese turistiche, per un saldo negativo di 2.200 imprese in meno.

A lanciare l’allarme è Assoturismo Confesercenti che fotografa la crisi del settore nel biennio del Covid in cui il numero di attività uccise dalla crisi è stato oltre sei volte più alto di quello del biennio precedente.

In termini assoluti, l’emorragia più consistente è quella della ricettività: nel 2021 il saldo tra aperture e chiusure per alberghi e simili è di 1.356 imprese chiuse. Peggiora anche il bilancio dei servizi turistici, che nel 2021 segna un saldo di -844 imprese: nel 2019, l’anno prima della crisi, il bilancio tra aperture e chiusure era stato di -366. Un crollo dovuto anche all’assenza totale di sostegni per questi comparti dopo un primo e unico intervento nel 2020.

A soffrire nel 2021 sono soprattutto le regioni del centro, con un saldo negativo di 1.290 imprese in meno. Pesa la crisi di Roma e del Lazio, che tra il crollo del turismo estero e l’azzeramento pressoché totale di quello legato al lavoro e agli eventi, perde oltre mille imprese.

Segnali di forte sofferenza arrivano anche dal Nord Est, dove hanno chiuso 447 imprese, e dal Nord Ovest con 285 attività in meno. “Le analisi confermano una crisi che non dà segni di rallentamento”, commenta Vittorio Messina, presidente nazionale di Assoturismo, “le chiusure hanno accelerato anche nel 2021, battendo il già pessimo risultato del 2020”.

Messina ha poi sottolineato che “anche il 2022 non si è aperto sotto i migliori auspici: la quarta ondata ha cancellato gennaio e febbraio e la primavera è partita piano: l’80% delle camere disponibili per marzo è ancora senza prenotazione. “A pesare – ha proseguito il presidente di Assoturismo – è senz’altro il blocco degli eventi e dei viaggi di lavoro: l’effetto ‘Zoom’ sulla convegnistica è particolarmente evidente nelle grandi città; ma anche la domanda estera è sotto le attese. Servono sostegni più incisivi, o le chiusure accelereranno sempre di più nell’anno corrente”.

A cura di Renato Lolli – Foto Imagoeconomica

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