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TRUMP VUOLE LA RUSSIA AL G8

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il presidente Usa, Donald Trump, ieri, alla fine della giornata di lavoro, hanno avuto un colloquio privato a margine del G7. È quanto si apprende da fonti della delegazione italiana, secondo cui Conte ha anche ricevuto un invito informale a Washington dal leader Usa

Alla fine della prima giornata di un complesso G7, Giuseppe Conte non strappa con l’Unione europea, pur mantenendo una linea favorevole a lasciare aperto il dialogo con Mosca. “Condividiamo un continente: l’Europa. Una storia e valori comuni”, twitta il presidente francese Macron al termine del primo incontro bilaterale con il neopremier.

Dopo il plauso incassato da Trump per aver sostenuto la sua proposta di riportare la Russia al tavolo dei grandi, Palazzo Chigi precisa che “Roma non decide da sola” e Angela Merkel sottolinea l’unanimità degli europei nel condizionare la svolta ad un progresso nella crisi ucraina.

Sui dazi, afferma in serata Macron, “c’è la volontà da tutte le parti di trovare un accordo”. Trump ammette passi avanti ma secondo quanto annunciato tra poche ore potrebbe lasciare Charlevoix, prima della fine del summit.

Conte vede Macron e non rompe con l’Ue sulla Russia – Non strappa con l’Unione europea, Giuseppe Conte. Tanto che Emmanuel Macron e Angela Merkel sottolineano l’unanimità dei membri europei del G7 nel sostenere che la Russia potrà tornare al tavolo del G8 solo dopo aver fatto “progressi” sulla crisi ucraina. Ma alla fine della prima giornata dei lavori da Palazzo Chigi precisano che quella del premier italiano non è una frenata, “non è una retromarcia: l’Italia sostiene la prospettiva” di Mosca al tavolo. Ma è consapevole, spiegano dallo staff di Conte, che Roma non decide da sola e dunque ora punta a tenere aperto il dialogo.

Al “battesimo di fuoco” del vertice in Canada, Conte si presenta con un tweet in cui sostiene la posizione di Trump sulla Russia. Ne parla poi al mini-summit europeo voluto da Macron e in alcuni dei bilaterali della giornata: ha colloqui con il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk, il presidente della commissione Jean Claude Juncker, il giapponese Shinzo Abe, il canadese Justin Trudeau, la cancelliera Merkel e infine il presidente francese Macron. Con i colleghi europei inizia a tratteggiare anche le posizioni del suo governo sui migranti e l’economia: nel colloquio con Merkel non fa alcun cenno alla possibilità di sforare il deficit ma sottolinea la necessità di più flessibilità per le riforme e gli investimenti.

Ma è la posizione sulla Russia al G8 a tenere banco sulla scena di Charlevoix, perché il tweet di Conte a sostegno della posizione di Donald Trump, sembra rompere il fronte. Non è questa la sua intenzione e Conte lo dice nel mini-summit europeo, ma chiede di tenere una linea di apertura al dialogo. Come a dire: per ora non ci sono le condizioni, poi si vedrà. I colleghi europei lo vedono come una rassicurazione e una vittoria della linea unitaria. Dallo staff di Conte la spiegano così: “Non abbiamo voluto strappi ma abbiamo scelto di lasciare un segno e dare la nostra impronta a quel dossier”.

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