Sono 30 le persone denunciate dalla Polizia per le manifestazioni contro l’obbligo di Green pass sul posto di lavoro, tenutesi lo scorso ottobre davanti al varco IV del Porto di Trieste. Dovranno rispondere a vario titolo dei reati di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, blocco stradale, getto pericoloso di cose all’indirizzo delle forze di polizia e dei reati di grida e manifestazioni sediziose e di adunata sediziosa, nonché di manifestazione non autorizzata.

Il 18 ottobre le forze di polizia avevano sgomberato l’area antistante l’accesso allo scalo, dopo un presidio di 4 giorni consecutivi. Nella nota della Polizia si ricordano nel dettaglio i disordini accaduti al varco IV dello scalo, quando circa 8.000 manifestanti hanno bloccato l’accesso al porto, protestando contro l’introduzione dell’obbligo del green pass per accedere ai luoghi di lavoro, provvedimento entrato in vigore il 15 ottobre.

Il protrarsi della mobilitazione nei giorni seguenti, “dopo la disamina- si legge nella nota- in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha comportato l’intervento delle forze di Polizia per ripristinare la zona di transito e liberare l’area dai diversi accampamenti di fortuna che si erano nel frattempo creati. I numerosi inviti a lasciare il sito da parte dei responsabili dei servizi di ordine pubblico sono stati vani, così come infruttuosa è stata la trattativa intavolata per alcune ore con gli occupanti per convincerli a spostare la loro protesta in un altro luogo”.

La protesta proseguì poi con un corteo nel centro cittadino, con il blocco del traffico, mentre un presidio di partecipanti, ricorda ancora la nota, “ha continuato con le loro azioni violente, protratte per diverse ore, fino a tarda sera scontrandosi più volte con le forze di Polizia; disordini che hanno interessato anche la zona limitrofa di via dei campi Elisi, dove decine di manifestanti hanno bloccato il traffico stradale mediante il rovesciamento di numerosi cassonetti, venendo a contatto con i reparti inquadrati intervenuti per disperderli, fatti bersaglio del lancio di sassi, bottiglie ed oggetti vari”. Inoltre, durante le proteste, “alcuni dei facinorosi hanno bloccato l’accesso alla rampa che conduce all’entrata dello Scalo Merci di Campo Marzio, circostanza che ha determinato, in via cautelativa, l’interruzione della circolazione sulla linea ferroviaria”.

Le attività investigative avviate dalla Digos coordinate dal sostituto procuratore di Trieste, Pietro Montrone, hanno consentito di acquisire numerosi filmati che hanno documentato tutto. Nel comunicato, la Polizia ricorda  inoltre che proprio grazie ai video “è stato possibile identificare alcuni dei soggetti più facinorosi, tra cui anche i leader dei movimenti negazionisti, i quali hanno istigato i presenti a commettere reati”. Durante le operazioni di sgombero, tre operatori dei reparti di Polizia hanno riportato lesioni da parte dei manifestanti e sono stati danneggiati tre mezzi delle Forze dell’ordine, viene infine ricordato.

A cura di Elena Giulianelli – Foto Imagoeconomica

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