Il custode è una mansione che richiede una certa dose di apertura mentale mista a un carattere forte e deciso come un Martini Dry.

Palmiro Desideri è stato, per circa quarant’anni, custode del camposanto di Artidenza, un paesino umbro situato alle pendici del monte Ulpio. Il suo alloggio di servizio, era confinante con la struttura cimiteriale tanto che, dal terrazzo della sua camera da letto, aveva una visuale completa dell’area disseminata di loculi e tombe di famiglia. Ad ogni arrivo, Palmiro si presentava ai famigliari del defunto cercando di rincuorarli proponendogli di rendere vivo il ricordo del partente deceduto. L’idea, che aveva maturato negli ultimi anni di lavoro, era quella di realizzare una sorta di biografia del parente trapassato, sia essa realizzata con un file video, audio e anche solo con carta e penna.

Il tutto, poi, veniva trasformato in un QR Code, stampato su di una piastrella di gres porcellanato e fissata accanto all’ultima dimora. La piastrella biografica portava un nome “Qui Eram” facile da memorizzare e l’iniziativa ebbe un tale successo che, una stazione radiofonica privata di Gubbio propose al custode creativo di rilasciargli un’intervista. Quando Palmiro si trovò davanti al microfono, rispose ad ogni domanda in maniera precisa senza dilungarsi, raccontandosi come mai aveva fatto prima. Decise anche di proporre una delle tante idee ripescate da vari punti del suo cervello e poi assemblate, il manifesto delle nascite.

In sostanza si trattava di dedicare spazio anche alla nascita di un nuovo membro della famiglia oltre che alla dipartita. Di lì a poco, Palmiro fu contattato da un consorzio formato da otto Tipo-Litografie le quali gli proposero di entrare in società per stampare il nuovo manifesto che il geniale custode chiamò “Qui sum filius”. In pochi mesi, arrivarono richieste di affiliazione al consorzio da ogni parte d’Italia e il business aumentò in maniera esponenziale. Quando alcune multinazionali americane decisero di acquistare il marchio che, nel frattempo, era stato sapientemente depositato, il CdA deliberò la cessione in cambio di un bonifico a nove zeri. Palmiro cercò di opporsi con tutte le sue forze a questa trattativa ma di fatto nulla poté contro l’allettante offerta degli Yankee.

Il senso di repulsione che Palmiro aveva, da tempi immemorabili, nei confronti di tutto ciò che era di provenienza americana, lo aveva portato a tifare, dal 19 maggio 2005, per l’F.C. United of Manchester. The Red Rebels, infatti nacquero per mano di alcuni tifosi “ribelli” che non condividevano la scelta di cedere all’americano Malcolm Glazer l’intero pacchetto azionario del Manchester United. Questa scelta, fu vista come un vero e proprio “attentato alla tradizione”: era del tutto inaccettabile che un Rockerduck a stelle e strisce potesse appropriarsi di un mondo – e della sua storia – la quale non aveva nulla a che vedere con quella del ricco imprenditore statunitense. Il custode, amareggiato dalla triste conclusione di quell’esperienza, tornò a curare le pubbliche relazioni nel suo camposanto, comunque soddisfatto per aver realizzato una delle tante idee uscite dalla fucina. Quando, anni dopo, passando davanti al loculo che portava il suo nome, soffermai il lettore sul suo QR Code, dopo qualche istante partì la voce di Palmiro che, sulle immagini finali di “Easy Reader”, recitava una frase di Joe Moore: “America: un posto dove un uomo può dire ciò che pensa, se non teme sua moglie, il proprio capo, i propri clienti, i vicini, o il governo.”

A cura di Marco Benazzi – Foto

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