URBANO CAIRO PRESIDENTE RCS MEDIA GROUP STEFANO BARIGELLI DIRETTORE GAZZETTA DELLO SPORT

La mattina, in attesa di intraprendere il lungo lento percorso chiamato “lavoro”, dopo una lunga camminata alle prime luci dell’alba che riduce lo stress e mette di buonumore, mi fermo nella mia pasticceria di fiducia e mi ritaglio il mio quarto d’ora disconnesso che dedico a cappuccino, girella con uvetta e alla lettura della “Rosa” o come l’ho sempre chiamata io “la Gazza”, calda perché a quell’ora, alle sei e trenta, è stata appena consegnata e quasi sempre sono il primo a sfogliarla.

Cesena è particolarmente legata alla Gazzetta dello Sport anche solo per il fatto che, un cesenate d’adozione come Giuseppe Ambrosini, emigrato da Bologna all’età di quattro anni e in seguito divenuto amico di Renato Serra, la diresse negli anni cinquanta fondando, assieme ad alcuni amici conosciuti in ambito universitario in quel di Torino, il periodico sportivo per eccellenza, Il Guerin Sportivo.

La domenica, che come è noto non si va scuola e, nel mio caso, neanche al lavoro, mi permetto di allungare a mezz’ora la pausa colazione disconnessa e quest’oggi, l’11 giugno, la notizia del giorno, quella che riempie circa un terzo delle pagine complessive, era legata alla sconfitta dell’Internazionale nella finale di Champions League contro “The Citizens” il Manchester City, i cui tifosi, storicamente, appartengono alla working class di Manchester e sono legatissimi alle loro origini. Essere cittadini di Manchester è un motivo di orgoglio e il club contribuisce a renderli fieri.

Anche l’Inter ha il suo soprannome, la “Beneamata”affibbiatogli da Gianni Brera in occasione della vittoria, nel 1964, della storica prima Coppa dei Campioni conquistata dalla Grande Inter di Helenio Herrera al Prater di Vienna contro il leggendario Real Madrid di Di Stefano, Gento e Puskas. Sul risultato finale preferisco non esprimermi, anche se non è certo un pettegolezzo evidenziare che i “Citizens” hanno tirato in porta due sole volte di cui una andata a segno.

La “Beneamata” meritava perlomeno di raggiungere i tempi supplementari e l’invincibile armata guidata da Pep Guardiola non è mai stata particolarmente pericolosa, grazie al solito capolavoro tattico di Mister Inzagni, che molti esperti di pallone con il gambo (anguria) volevano con le valigie in mano già da qualche mese, but history isn’t made with ifs”, mala storia non si fa con i se e con i ma quindi non mi resta che consolarmi con il Fenix Trophy, la Champions League dei dilettanti, organizzata dal Brera Calcio, la terza squadra di Milano, e giunta quest’anno alla sua seconda edizione. Delle quattro squadre semifinaliste, la vittoria è andata ai danesi del Bk Skjold, che si è imposto per 3-0 nella finalissima contro i cechi del PragueRaptors Football Club. Terzo posto per il FC United of Manchester, che si aggiudica la finalina contro il Brera Calcio col punteggio di 1-0 maturato nel finale.

Mercoledì 7 giugno, all’Arena Civica Gianni Brera”, si sono giocate le due semifinali, alle 18.00, il BK Skjold ha superato per 3-2 il FC United of Manchester, in una partita ricca di emozioni e colpi di scena, con un palo e un gol annullato agli inglesi. Mentre alle 20.30 i cechi del Prague Raptors Football Club, hanno liquidato con un secco 2-0 il Brera Calcio, con un gol annullato ai milanesi sullo 0-0 e un’espulsione per i cechi nel finale di primo tempo. Ho visto l’evento in diretta streaming sul canale YouTube Fenix Trophy TV. Essendo un torneo di dilettanti, dopo il fischio finale, tutti i giocatori e tifosi hanno festeggiato insieme all’Afterparty in un noto Centro Sportivo milanese. Birra, sfottò e risate hanno cancellato l’amarezza della sconfitta perché, come disse Vittorio Pozzo, l’allenatore che portò l’Italia a vincere due Campionati del mondo, “Riconoscere la sconfitta è la prima tappa della vittoria”. Saper perdere è fondamentale per poter poi primeggiare nella vita.

A cura di Marco Benazzi – Foto ImagoEconomica 

 

Redazione IL POPOLANO

La Cesenate

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